Un genitore dovrebbe essere soltanto un genitore; una famiglia, soltanto una famiglia. È un concetto ovvio che però si scontra con un dato di fatto: è tale solo per la maggior parte delle persone, per le altre è pura utopia. Il genitore (e, di riflesso, tutta la...
Diventerà presto un film con Sebastian Stan e Vanessa Kirby L’estate in cui cambiò tutto (Piemme, traduzione di Elisabetta Paniccia), il thriller psicologico della scrittrice e sceneggiatrice australiana Amy Taylor.
È un romanzo che inizia in sordina, con la scelta di Emma e Julian di trascorrere l’estate in Grecia, nella casa di un loro amico, per provare, entrambi, a scrollarsi di dosso un periodo pesante. Emma deve ricominciare dopo un aborto che l’ha consumata, portandola a lasciare il lavoro in una nota agenzia di comunicazione; Julian, docente universitario, deve terminare un articolo accademico sul quale è praticamente fermo da tempo. In un’atmosfera contraddistinta dal caldo torrido e da una lentezza di fondo – anche nello stile –, si fanno spazio i pensieri e i comportamenti dei due protagonisti. Emma è lacerata, in una continua oscillazione tra il dolore e il sollievo. Julian sulle prime sembra in una posizione quasi passiva, di “attesa”, incapace di incidere più di tanto nello stato d’animo della moglie, se non con una remissività quasi totale. Quando lei, infatti, gli propone di iniziare una relazione a tre, Julian dopo una blanda resistenza cede, accogliendo Lena. Ventidue anni, un magnetismo innato e una bellezza selvaggia, è a Lena che viene demandato il compito di ravvivare il ménage ormai spento. Ma a poco a poco la ragazza si insinua fra loro in maniera poco chiara e gelosia, desiderio e manipolazione diventano un mix pronto a esplodere.
Il non detto e l’ambiguità sono la costante di una relazione al limite del torbido, nella quale ben presto le regole sono sovvertite, cambiate, non rispettate…
L’estate in cui cambiò tutto non è un thriller classico, con picchi adrenalinici e colpi di scena continui, ma si basa essenzialmente sulla psicologia di ciascun personaggio. Bastano piccole sfumature, quasi impercettibili, a delinearli e far capire al lettore La vera natura di ciascuno non è immediatamente percepibile, come le ombre e la tendenza alla manipolazione che li contraddistinguono. Dopo le prime cento pagine, il ritmo cambia, la suspence aumenta, il confine tra vittime e carnefici diventa labile: dalla trama, insomma, emerge tutto il talento della Taylor.
Rossella Montemurro

