L’Amministrazione Comunale di Matera presenta il programma culturale “Estate 2026”, un ricco calendario di appuntamenti che animerà la suggestiva Cava del Sole, uno dei luoghi più affascinanti e scenografici della città. Immersa nell'atmosfera unica della Città dei...
Versare una cifra ogni anno, investirla in banca e aspettare… Aspettare che dei trenta ex alunni della III A del 1975 ne rimangano solo tre che possano spartirsi la somma, diventata ormai ingente. È questo il cuore de I convitati di pietra (Einaudi) di Michele Mari, vincitore della tredicesima del Premio Strega Giovani e, con i 190 voti ottenuti nella serata finale, dell’ottantesimo Premio Strega. Un romanzo particolare e difficile da definire, vuoi per lo stile articolato e complesso, con una terminologia ricercata e un periodare lungo, vuoi per gli interrogativi etici che inevitabilmente suscita la trama. Se, di solito, le rimpatriate e le cene tra ex compagni di classe sono all’insegna dell’amarcord ma sempre sul filo della goliardia, in memoria dei vecchi tempi, quelle fatte da questa vivace e un po’ perversa classe sono contrassegnate da calcoli, sospetti e una certa inquietudine. Come scrive Mari, fin dall’inizio, in tutti loro, il massimo dell’incoscienza e in un certo senso dell’innocenza si associava al massimo del cinismo, perché è vero, all’inizio si sentivano immortali, “ma il modo con cui si illusero di celebrare quella condizione divina introduceva nelle loro vite il tema della mortalità”. Vigeva “il tacito accordo di non parlare del futuro, nemmeno sfiorandolo per vaghi accenni, perché il futuro era stato escluso dalla loro prospettiva nel momento stesso in cui avevano sottoscritto il patto sciagurato”.
Quell’accordo insolito – pericoloso? – nato quasi per scherzo si tramuta quindi in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. Il lettore assiste, anno dopo anno, a dinamiche sottili, intrighi, colpi di scena, sotterfugi. Chiedere, ogni 22 luglio, “come stai?, non è un atto di cortesia ma un interesse spiccato sulle condizioni di salute per restringere il campo e accaparrarsi la somma. Non mancano l’ironia, le situazioni paradossali e grottesche accanto a riflessioni che si ripercuotono sul lettore – “Non si sfugge al passato, perché non è dietro di noi ma dentro”, sentenzia Rivadeneyra, uno degli ex studenti.
Inutile dire che in situazioni simili può venir fuori anche il peggio di ciascuno, e ne vedremo delle belle. Fustigati, un altro ex alunno, ad esempio aggiunge che per lui “il senso dell’operazione era salare il sangue della vita, mai così piena come quando è percepita in opposizione alla morte, tanto che se fosse dipeso da lui avrebbe organizzato una bella roulette russa, tutti seduti attorno a un gran mucchio d’oro, ognuno con una benda rossa in testa come Christopher Walken, click, click, bang! e via così”.
Originale e non scontato, I convitati di pietra è sicuramente il libro che, dopo lo Strega e le classifiche dei più venduti, sta conquistando l’Estate 2026.
Di seguito gli altri libri dell’Autore: Di bestia in bestia (Longanesi 1989; Einaudi 2013), Io venía pien d’angoscia a rimirarti (Longanesi 1990; Marsilio 1998; Einaudi 2016), La stiva e l’abisso (Bompiani 1992; Einaudi 2002 e 2018), Euridice aveva un cane (Bompiani 1993; Einaudi 2004), Filologia dell’anfibio (Bompiani 1995; Laterza 2009; Einaudi 2019), Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori 1997; Einaudi 2009), Rondini sul filo (Mondadori 1999), I sepolcri illustrati (Portofranco 2000), Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi 2002 e 2020), I demoni e la pasta sfoglia (Quiritta 2004; Cavallo di Ferro 2010; il Saggiatore 2017), Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi 2007), Verderame (Einaudi 2007 e 2023), Milano fantasma (edt 2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi 2010), Fantasmagonia (Einaudi 2012 e 2022), Roderick Duddle (2014 e 2016), Leggenda privata (Einaudi 2017 e 2021), Dalla cripta (Einaudi 2019), La morte attende vittime (Nero 2019), Le maestose rovine di Sferopoli (Einaudi 2021 e 2026), Locus desperatus (Einaudi 2024)- Per Einaudi ha anche curato e tradotto La Macchina del Tempo. Fra le sue traduzioni, opere di Stevenson, Wells, Crane, London, Orwell, Steinbeck, Gombrowicz.
Rossella Montemurro

