A seguito di determinazioni assunte nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, lo scorso venerdì 24 aprile la Polizia di Stato di Matera ha effettuato servizi straordinari coordinati di controllo del territorio nella fascia...
“E mentre guardo il mare, col vento che mi spettina i capelli e mi rimette a posto i pezzi nel cuore, vedo che nel muro di dolore che mi schiaccia si è aperta una crepa, e da lì, adesso, entra una luce.”
È un romanzo sull’invisibilità emotiva, sulla forza silenziosa delle donne che resistono troppo a lungo ma soprattutto è una storia di rinascita, lenta, reale, imperfetta, Scegliti sempre (Feltrinelli), il nuovo libro dello scrittore bestseller Roberto Emanuelli da oggi in tutte le librerie e su Amazon.
“Questo romanzo non è soltanto una storia”, ha dichiarato lo scrittore. “Non parla solo di dolore, manipolazione e rinascita. Non parla solo di Beatrice, della sua sensazione di sentirsi spesso sbagliata, invisibile, non abbastanza, non amata. Parla anche di me. Del mio percorso. Di un lavoro profondo che ho fatto su me stesso. Di quella promessa che, a un certo punto della vita, senti il bisogno di farti. Quella di imparare a sceglierti. Sempre.”
La sinossi
Beatrice ha quarantuno anni, un figlio adolescente e un matrimonio che lentamente sembra incrinarsi. Per Matteo aveva rinunciato a tutto: l’università, la musica, i sogni; per costruire con lui quella famiglia che da piccola le era mancata. Negli anni, stretta fra il ruolo di madre e un lavoro che non ama, ha messo da parte se stessa, e ora si scopre noiosa, svuotata, senza una vita propria. Quando Matteo la tradisce e la lascia, Beatrice crolla. Il dolore non è solo la fine di un amore, ma la consapevolezza di aver consegnato vent’anni della propria vita a qualcuno che non l’ha mai davvero scelta. Precipita in una spirale di dolore che la porta a toccare il fondo. Accanto a lei, però, ci sono le amiche di sempre, ancore di salvezza che la riportano alla realtà. E poi c’è la madre, con la sua forza silenziosa, che le mostra che si può sopravvivere anche all’abbandono più devastante. Beatrice comincia a guardarsi indietro, a collegare i fili, a fare i conti con quello che ha dentro. A raccogliere i pezzi, a prendersi per mano. Nella scoperta che l’amore non è sacrificio. Non è mettersi da parte. È poter scegliere. Prima di tutto, scegliere se stessi.

