Nella mattinata di oggi, 10 aprile 2026, intorno alle ore 09:10, la squadra dei Vigili del Fuoco di Matera è intervenuta d’urgenza sulla strada statale SS 7, al km 560+300, nei pressi di Miglionico, a causa di un grave incidente stradale.Il sinistro ha visto coinvolte...
Lavoro, sacrificio, allenamento, professionalità: sono queste, secondo l’artista equestre Giuseppe Colapinto, le basi per una “relazione a lungo termine”, indispensabili per quell’alchimia che permette di realizzare spettacoli con cavalli Arabi in libertà. A lui – classe 1997, originario di Gioia del Colle – la prestigiosa rivista internazionale Arabian Horse Magazine ha dedicato una lunga intervista, L’uomo che parla all’anima del cavallo Arabo, firmata da Sonia Smaldone.
“Le qualità positive degli Arabi sono tantissime”, ha affermato. “E anche ciò che può sembrare un difetto può trasformarsi. Non è una razza per tutti, perché il suo ego non perdona. Non è cattivo, ma la sua intelligenza acuta non dimentica gli errori. Ogni Arabo che ho addestrato mi ha insegnato qualcosa. Sono emotivi, sensibili, socievoli, versatili, energici. Si annoiano facilmente e cercano sempre qualcosa da fare”.
Responsabile del Centro Equestre DG Arabian Stable di Gioia del Colle (BA), referente Puglia Sef Italia per la doma in libertà, allievo dell’Accademia Gala d’oro di Verona, addestratore di cavalli, mule trainer e liberty freestyle, Colapinto è noto per l’Arabian Dream, performance all’insegna di un dialogo continuo e uno scambio emozionale tra uomo e cavallo: “Oggi, – si legge sull’Arabian Horse Magazine – attraverso i suoi spettacoli e il lavoro quotidiano, Colapinto ricorda che la vera libertà non è una tecnica. È uno stile di vita. E il cavallo arabo, con la sua saggezza emotiva e il suo spirito nobile, resta il compagno ideale per chi cerca autenticità più che applausi”.
La rivista – proprietario e direttore è Gianluca Martino – è stata presentata durante uno degli eventi più importanti del settore, il Dubai International Arabian Horse Championship, e approderà nei prossimi giorni anche a Las Vegas e Miami.
Per lavorare con i cavalli Arabi in modo etico e umano, Colapinto, che ha in Bartolo Messina il suo mentore, suggerisce “di restare affamati (di imparare, scoprire, provare). In un mondo così social e virtuale, le basi della vita si stanno perdendo. I cavalli, soprattutto nel lavoro in libertà, ci costringono a vivere nella realtà, a confrontarci con noi stessi, a scoprire la nostra essenza”.
La sua storia è raccontata nel libro Io sono Drago. Giuseppe Colapinto: the Arabian Dream (Zoraide Editore) della giornalista e scrittrice Rossella Montemurro.

