Sono oltre 670.000, pari a un valore superiore a 6 milioni di euro, le confezioni di medicinali donate durante la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco di Banco Farmaceutico (10–16 febbraio). I medicinali...
“Uno si distrae al bivio” è un nuovo progetto cinematografico che ha portato nuovamente la regista di origine lucana Alessandra Lancellotti nella sua terra, dopo l’esperienza di “Lucus a lucendo. A proposito di Carlo Levi”. “Uno si distrae al bivio”, che la regista sta ultimando di girare in Basilicata, è un film documentario dallo stile creativo e sperimentale, che prende vita nel paesaggio dove ebbe luogo la vicenda umana e politica di Rocco Scotellaro, alla cui memoria è dedicato. Concepito da Alessandra Lancellotti come un western contadino cantato, il film rielabora i codici dell’epica classica e del western trasportandoli nel paesaggio rurale lucano: il West, qui, coincide con le aree interne del Mezzogiorno, territori in via di spopolamento. Il film si muove sul crinale tra osservazione e messa in scena, intrecciando voci di anziani contadini e giovani agricoltori che oggi abitano i borghi semi deserti della Riforma agraria del 1950, nell’entroterra lucano. La promessa di una civiltà contadina moderna del secondo dopoguerra, naufragata sotto il peso del mito industriale, lascia oggi un paesaggio di rovine e di possibilità. In questo spazio sospeso, emerge la figura di Rocco Scotellaro, poeta, sindaco, militante morto a trent’anni, omaggiato ed evocato sia nell’approccio episodico che rimanda alla sua inchiesta “Contadini del sud”, sia nella poesia che vive attraverso l’oralità del cantastorie protagonista. È Antonio Guastamacchia il contadino cantore, interprete esperto del canto popolare lucano e voce storica de “I Tarantolati”, il celebre gruppo fondato da Antonio Infantino. La colonna sonora, firmata da Héctor Cavallaro, già autore delle musiche de “Il re fanciullo”, film di Lancellotti uscito nel 2023, insieme al musicista sperimentale Pino Basile, costruisce un tessuto acustico stratificato che fonde memoria e avanguardia, trasformando il film in un’esperienza musicale immersiva e gioiosa. Tra gli artisti protagonisti, anche gli attori Daniele Onorati, Giorgia Palmucci e Tonino Amati. Al centro dell’opera vi è una domanda radicale: cosa resta di una civiltà millenaria dopo la fine della lotta per la terra e dopo il tramonto dell’illusione industriale? Se il Novecento ha promesso redenzione prima nei campi e poi nelle fabbriche, il nuovo secolo lascia in eredità uno spaesamento collettivo. Eppure, mentre i paesi si svuotano, la terra resta fertile. Proprio nei luoghi raccontati da Scotellaro può nascere una diversa idea di futuro. Dunque, la produzione crea un dispositivo critico sul presente delle aree interne, sullo spopolamento, sulla dignità e sulla fragilità del lavoro, e sulla trasmissione dei saperi e dei valori. È un gesto militante che intende riattivare un immaginario, offrendo al Sud lo statuto di laboratorio produttivo, artistico e politico per le nuove generazioni attivi nei campi e nell’arte. Nel tempo in cui molti si distraggono davanti ai grandi snodi della storia, i personaggi di questo film scelgono di sostare al bivio e, in attesa di un nuovo furore, di cantare. Attori, maestranze e istituzioni del territorio sono stati coinvolti nella realizzazione di un’opera che attraversa e interroga la vita e i valori contadini alla luce delle sfide del presente, riaffermando il Sud non come margine nostalgico ma come spazio vivo di elaborazione culturale e possibile laboratorio del futuro. Il film è prodotto da “Caucaso”, cooperativa di produzione cinematografica con oltre vent’anni di storia, nata con una vocazione specifica per il cinema d’autore. Accanto a “Caucaso”, la lucana “Fedelissimi”, giovane realtà produttiva radicata nel territorio. La natura produttiva e quella narrativa coincidono in modo organico: il film è scritto e girato prevalentemente in Lucania, nel territorio dell’Alto Bradano, dove si svolge la vicenda e dove vive la comunità coinvolta, con una partecipazione piemontese che riflette drammaturgicamente l’altrove industriale verso cui si sono dirette le migrazioni interne del Novecento. Questa duplice traiettoria è sostenuta dalle rispettive istituzioni territoriali: la “Lucana Film Commission” accompagna il progetto nello sviluppo e nella realizzazione, mentre la “Film Commission Torino Piemonte” sostiene la produzione sul versante piemontese. Determinante è, inoltre, il sostegno del bando “Per chi crea”, promosso dalla Siae e dal Ministero della Cultura a favore dei giovani autori. A rafforzarne il percorso di crescita e definizione artistica si aggiunge la selezione nel programma di residenza “Itineranze Doc”, prestigiosa realtà nazionale dedicata allo sviluppo del documentario di creazione.

