martedì, 10 Febbraio 2026

Paziente centenaria operata con successo all’ospedale di Policoro

Intervento riuscito per una paziente centenaria di Pisticci, operata nei giorni scorsi all’ospedale “Papa Giovanni Paolo II” di Policoro. Annarosa, 100 anni, è stata sottoposta a un intervento di protesi d’anca a seguito di una caduta che aveva causato la frattura del...

Un romanzo che scava nell’intimità di uno dei poeti più illustri della letteratura italiana

Martedì 13 gennaio 2026 è andato in onda su Rai 1 il film TV Zvanì – Il ritratto famigliare di Giovanni Pascoli, diretto da Giuseppe Piccioni. Ispirati dalla grande interpretazione che gli attori hanno mostrato, primi tra tutti Federico Cesari nel ruolo del poeta e Benedetta Porcaroli come Mariù, senza dimenticare la sempre bravissima Margherita Buy e Riccardo Scamarcio, vogliamo unirci a questo filo rosso con il romanzo di Claudio Giovanardi, Voci da casa Pascoli, uscito per La Lepre Edizioni. Questo libro non è una biografia di Giovanni Pascoli. È un romanzo nel quale si indaga la grandezza del poeta attraverso le vicende di una vita, la sua, così normale che più normale non si sarebbe potuto, sia pure con la tragedia dell’uccisione del padre. La sua storia è quella di un gigante malgré lui. Un uomo che non ha cercato la poesia, ma che è stato cercato e trovato dalla poesia, alla quale si è dovuto piegare quasi controvoglia. Un uomo che, quando faceva il professore, si vergognava di essere poeta e che, quando faceva il poeta, si vergognava di essere professore. Un uomo pienamente immerso nella vita della provincia italiana del secondo Ottocento. Il romanzo è una festa di coriandoli, in ciascuno dei quali è raffigurato un frammento della vita di Giovanni o dei suoi fratelli o delle sue sorelle o dei suoi amici o dei suoi nemici; un coro polifonico in cui ogni voce s’incontra o si scontra con quella del poeta; un affresco in cui le figure laterali assumono la stessa importanza di quella centrale. Esattamente come il film, che sceglie la forma del flashback per riportare sullo schermo la giovinezza travagliata del poeta, così questo romanzo predilige un caleidoscopio di punti di vista, prima di tutti la sorella Maria, detta Mariù, per raccontare la persona Giovanni Pascoli. Lontano dall’immagine quasi titanica che la tradizione letteraria ne ha lasciato, in realtà è stato un individuo non diverso da chiunque altro: il trauma della morte di un genitore, la solitudine, la vita di provincia, il conflitto tra la propria vocazione e il continuo confronto con la vita reale.  La sua figura viene ricostruita frammento dopo frammento: dai componenti della sua famiglia, sorelle e fratelli, passando per il poeta stesso, ai suoi conoscenti, tutti loro regalano al lettore una piccola parte dell’uomo che è stato Pascoli. Persino Pagliarani, l’esecutore materiale dell’omicidio del padre. Sia il Pascoli sullo schermo che il Pascoli di queste pagine permettono al poeta di scendere dal grande palcoscenico della leggenda e arrivare a tutti nell’intimità delle proprie case, delle proprie vite, in una comunione di anime quotidiane. 

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