Conad Adriatico ha raccolto 10.000 euro a sostegno dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera a seguito dell’iniziativa “Facciamo sentire il nostro amore” attiva nel periodo natalizio dello scorso anno. Ciò è stato possibile grazie alla...






Un Carro-navicella spaziale che lascia la Terra per andare a festeggiare il 2 Luglio su Marte, Venere e Saturno perché, quando potremo viaggiare nello spazio, la Festa della Bruna potrà essere celebrata anche sui pianeti. È un’intuizione fantastica quella dell’artista Tony Montemurro, noto in campo internazionale, che ha creato centinaia di opere sulla Bruna e sui santi venerati a Matera: “Quando dipingo smetto di essere adulto e divento un dodicenne, ed è con questo spirito che realizzo i miei quadri”. Probabilmente è racchiuso in queste parole il segreto dell’originalità della mostra La Festa della Buna naif nell’arte di Tony Montemurro, fino al 30 gennaio nell’Open Space dell’APT in piazza Vittorio Veneto n. 1 (Palazzo dell’Annunziata) a Matera, curata da Franco Moliterni, responsabile del settore Cultura dell’Associazione Maria SS. della Bruna e autore dell’omonimo volume pubblicato grazie al contributo della Camera di Commercio di Basilicata.
A parte i colori vivaci e le ambientazioni della Festa ovunque nel mondo, spiccano i volti senza identità dei personaggi ritratti, in primis la folla oceanica del 2 Luglio: “Sono volti volutamente anonimi – spiega l’artista – per indicare che il popolo di Maria è tutto uguale di fronte a Lei. Non sono necessarie, insomma, le caratteristiche individuali”.
L’allestimento, inaugurato ieri, offre l’occasione per approfondire la radicata devozione dei materani per la Madonna della Bruna, così come vissuta nel periodo storico immediatamente precedente lo svuotamento degli abitanti dei Sassi. Oltre ad acquerelli e a sculture in argilla, nella mostra sono esposte anche tele a olio di medio e grande formato.
“Ogni opera è molto curata nei dettagli, – spiega Moliterni. – c’è la grande maestria nel raffigurare la partecipazione alla Festa della Bruna, con il popolo protagonista, completamente assorto. Papa Giovanni II, in occasione della visita nella casa di riposo Brancaccio nel 1991 a Matera, inaugurò anche la mostra di Tony Montemurro con dipinti sulla Festa. Si complimentò con lui raccomandandogli di dedicare alcune opere a temi riferiti all’evangelizzazione. L’opera che raffigura il Papa rispecchia il detto a mogghj a mogghj perché è in un certo senso “al contrario” rispetto alla cronologia del 2 Luglio: inizia dal Carro trionfale e finisce con la processione dei pastori.
Tony – aggiunge Moliterni – aveva cinque anni quando vide il Carro nel lamione accanto alla chiesa di Piccianello, rimanendone incantato: in un acquerello gli viene rivelato direttamente dalla Madonna della Bruna e da Gesù Bambino di raccontare con i dipinti la Festa in loro onore. È come se lui si sentisse investito in questo compito”.
Sono una cinquantina le opere in mostra, realizzate tra il 1955 e gli anni Novanta. Per l’esposizione si è scelta una narrazione in due ambienti distinti che simboleggiano due fasi: “La prima rappresenta il periodo in cui i materani vennero trasferiti dai Sassi ai nuovi rioni, quando Tony era un adolescente. Ci sono la devozione popolare, il rituale e la vita nei vicinati in prossimità del 2 Luglio.
L’altra rappresenta un periodo “avveniristico”: Tony ha precorso i tempi rappresentando la festa della Bruna nelle capitali europee, nello spazio, in Egitto, anticipando così la contemporaneità nella quale stiamo lavorando sulla candidatura della Festa a Patrimonio culturale immateriale Unesco”.
Nell’Open Space Apt, inoltre, è stato predisposto ad hoc uno spazio immersivo nel quale la posizione delle tele fa sentire il visitatore “circondato” dalla folla del 2 Luglio.
“L’Associazione Maria SS. della Bruna conosce molto bene le capacità espressive, pittoriche e lo stile di Tony Montemurro – afferma il presidente Bruno Caiella – ed è lieta di presentare le sue opere. Va valorizzato il talento di tanti lucani, spesso non molto conosciuti e apprezzati nelle proprie città. Vorrei ringraziare il curatore Franco Moliterni per il supporto prezioso nell’organizzazione della mostra e nella stesura del volume”.
Lo storico dell’arte Fabrizio Perrone è certo che “in questa mostra si entrerà con gli occhi adulti e si uscirà con gli occhi ridenti e felici di chi sa solo interiorizzare la genuinità. E se di arte genuina dovremo parlare, penso, a buon motivo, che il maestro Tony Montemurro sia da annoverare fra i migliori esecutori di opere figurative che evocano dolcemente l’intimismo di una città votata a Maria e che a di sotto della sua egida ancor oggi si ripara”.
L’esposizione sarà visitabile fino al 30 gennaio 2026 tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30.
Rossella Montemurro

