Intervento riuscito per una paziente centenaria di Pisticci, operata nei giorni scorsi all’ospedale “Papa Giovanni Paolo II” di Policoro. Annarosa, 100 anni, è stata sottoposta a un intervento di protesi d’anca a seguito di una caduta che aveva causato la frattura del...

“Spesso prendiamo sul serio solo ciò che accade nel nostro corpo, non quello che agita la nostra mente.”
Quanto è vera questa frase che rivela come, quando avvertiamo quel senso di disagio, dovremmo correre ai ripari. Proprio come ha fatto la protagonista e io narrante di Torno subito (forse). Una storia dentro e fuori la stanza di terapia (Salani) di Cruda, psicologa e sessuologa da 90mila follower su Instagram e su TikTok, un romanzo che davvero insegna a guadagnare spazio tra la ferita e la reazione.
La protagonista laureata in Economia, lavora in un’Azienda e, per curare i rapporti con i clienti, viaggia molto. Ha appena lasciato il fidanzato storico, Ludo, ed è andata a trovare la sua amica di sempre, Emma, a Fuerteventura. Avrebbero dovuto essere giorni di spensieratezza, in realtà scende dall’aereo accompagnata dai paramedici perché ha avuto un attacco di panico. E poi, sulla spiaggia, incontra Nico, un suo collega con il quale non ha mai legato: troppo superficiale sul lavoro, a differenza sua che è la perfezione fatta persona. Tutto, infatti, nella sua vita è perfetto: con Ludo, nonostante si siano lasciati, ha un’amicizia idilliaca; sul lavoro ha fatto una carriera invidiabile e la sua quotidianità è sempre gestita con lungimiranza: le riunioni, le trasferte, il pilates di prima mattina e la spesa il sabato.
Ma quell’ansia pazzesca non le dà tregua e diventa ingestibile. Soltanto quando si accorge che è anche invalidante e non le permette di continuare a vivere come una volta, si rivolge a una psicologa. E tutto, magicamente, cambia con la consapevolezza che “i nostri sentimenti sono strumenti che ci guidano, talvolta portando un messaggio. Sta a noi ascoltarli e capire cosa vogliono comunicarci”.
La psicologa, con dolcezza, e rispettando i suoi tempi, le apre gli occhi su quel mondo interiore che improvvisamente ha iniziato a ribellarsi ma che forse è da tanto che non accettava quella perfezione disumana.
“So che non c’è un metro per misurare la felicità, così come non c’è una ricetta precisa per assicurarcela: possiamo laurearci con il massimo dei voti, comprare casa, guadagnare un ottimo stipendio e ancora non sentirci felici, eppure ho una vita che in molti definirebbero ‘perfetta’, e non posso ignorarlo. Che diritto ho di soffrire?
‘Pensa a chi sta peggio’, mi diceva sempre mia madre. È una delle sue frasi preferite. Pensa a tuo fratello, che fa così fatica a trovare il suo posto nel mondo, perennemente in cerca di qualcosa che neppure lui saprebbe definire. E poi, immancabile, aggiunge anche un ‘pensa a noi, tuo padre e tua madre, a tutte le preoccupazioni che abbiamo’. Ci sto pensando, vorrei urlare e invece sospiro, sconfitta”.
Su consiglio della psicologa, inizia a stilare un taccuino dell’ansia, ad accettare le proprie vulnerabilità, e forse anche a ricordare momenti della sua infanzia che aveva voluto cancellare. Nico, intanto, è indecifrabile ma sempre molto vicino a lei…
“Non puoi convincerti a non provare certe emozioni con un discorso razionale, non è così che funziona. I pensieri si pensano, le emozioni si sentono”.
Leggere Torno subito (forse) permette quasi di fare terapia insieme all’io narrante: più che un romanzo, sembra infatti un vero e proprio saggio scritto con uno stile semplice e diretto, quello che caratterizza l’Autrice. Sui social, prendendo l’amore come base di partenza, racconta le dinamiche, i nodi e le ferite delle nostre storie, attraverso video, schemetti e letterine, cercando di rendere i concetti accessibili a tutti e tutte, senza sacrificarne la complessità. Con uno sguardo insieme scientifico e umano, trasforma ogni spazio in un megafono, perché la conoscenza, quando diventa cultura condivisa, può cambiare le relazioni di tutti e tutte. Una storia alla volta.
Psicologa Cruda si occupa di relazioni umane. Dopo aver collaborato con università italiane e statunitensi, si dedica alla formazione, alla clinica e alla divulgazione.
Rossella Montemurro

