mercoledì, 11 Febbraio 2026

Paziente centenaria operata con successo all’ospedale di Policoro

Intervento riuscito per una paziente centenaria di Pisticci, operata nei giorni scorsi all’ospedale “Papa Giovanni Paolo II” di Policoro. Annarosa, 100 anni, è stata sottoposta a un intervento di protesi d’anca a seguito di una caduta che aveva causato la frattura del...

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Matera hanno concluso un’articolata attività di polizia giudiziaria che ha portato al deferimento, alla Procura della Repubblica di Matera, di 30 titolari di aziende agricole per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, operate sulle retribuzioni dei braccianti impiegati nei campi.

Il servizio, che ha avuto innesco da attività info-investigativa corroborata da riscontri alle banche dati in uso al Corpo e mirati servizi di osservazione, pedinamento e controllo, presso le aziende in indagine, ha consentito di accertare le molteplici illecite omissioni dei versamenti, facendo luce su una fenomenologia d’illecito strettamente connessa al comparto agricolo.

L’omesso versamento dei contributi previdenziali che sono connessi alle giornate agricole lavorative riscontrate, ammonta, complessivamente, ad oltre 2,16 milioni di euro.

La contribuzione dovuta per i lavoratori agricoli viene calcolata sulle giornate effettivamente lavorate, la cui aliquota è fissata nella misura di circa il 30%, di cui circa il 9% a carico del lavoratore. Tale omissione ha permesso agli imprenditori agricoli un notevole risparmio economico, considerando altresì il loro elevato tenore di vita.

L’attività ha consentito di reprimere l’indebita appropriazione, da parte degli imprenditori agricoli (datori di lavoro), anche delle somme prelevate dalla retribuzione dei lavoratori dipendenti. Infatti, non versando quanto dovuto all’Erario, si sono così indebitamente appropriati anche dell’importo che hanno trattenuto sui compensi corrisposti ai lavoratori, che nei casi scoperti dai finanzieri, ammonta a circa 200 mila euro.

Il reato è punito con la reclusione fino a tre anni o con una multa fino a 1.032 Euro. Qualora il datore di lavoro provveda al versamento delle somme dovute entro tre mesi dalla contestazione o dall’accertamento del mancato pagamento, il reato si estingue.

Sono 30 le aziende agricole coinvolte nell’operazione con sede lungo la costa jonica (Policoro, Tursi, Scanzano Jonico e Rotondella).

L’odierna indagine della Guardia di Finanza, volta all’eliminazione dei fenomeni di distorsione del mercato agricolo, nonché alle forme di frode all’I.N.P.S., si inquadra nella più ampia azione a tutela della spesa pubblica e del bilancio nazionale e di salvaguardia della legalità economico-finanziaria del Paese.

Per tali condotte, al vaglio della competente Autorità Giudiziaria, sulla base del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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