mercoledì, 11 Febbraio 2026

Adrenalina, cortisolo e un po’ di batticuore: un cocktail che può identificare paura, trepidazione, eccitazione… Basta cambiare le etichette cognitive per avere altre concretizzazioni: “Potreste scoprire, arricchendo il vostro linguaggio emotivo, che uno stato di forte eccitazione e uno stato di paura sono ispirati dagli stessi mix chimici e che quindi la connotazione positiva o negativa di un’esperienza o di uno stato d’animo dipende in ultima analisi dalla nostra narrazione interiore”.

Si tratta della “granularità linguistica”, la capacità (che si acquisisce leggendo libri) di definire in mille modi diversi, tutti potenzialmente validi, una stessa situazione chimica. “Alla granularità linguistica corrisponde la granularità emotiva, che appunto è la traduzione pratica di quel che abbiamo stabilito a livello cognitivo.”

Lo specifica in un libro, che illuminante è dir poco, Paolo Borzacchiello: Usa il cervello prima che lui usi te. Manuale di autodifesa cognitiva (Mondadori). L’Autore, uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica, da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e il linguaggio.

Nominare uno stato d’animo sgradevole, negativo, vuol dire conferirgli uno status di autenticità: “Se lo nomini, esiste. Se ne parli, inizia a insinuarsi nel cervello. Non possiamo evitare che succeda”.

L’intelligenza emotiva, precisa Borzacchiello, è prima di tutto un fatto linguistico: “Le emozioni, come ripeto spesso, altro non sono se non ormoni con qualche parola addosso”.

Così, in 12 capitoli si dipanano altrettante situazioni in un certo senso problematiche con le quali tutti ci misuriamo nella quotidianità affiancandole a un dialogo, semiserio ma non troppo, su quanto sta accadendo nel nostro cervello – le inevitabili interazioni tra corteccia prefrontale, amigdala, dopamina, cortisolo… – fino a una spiegazione dettagliata di ciò che il protagonista deve affrontare. Non manca una sezione nella quale il lettore è invitato a mettere in pratica gli insegnamenti appresi – bisogna, parafrasando l’Autore, correggere i bug e scaricare gli aggiornamenti…

Ancora, dobbiamo darci da fare per correggere il nostro linguaggio: parlare usando troppi “futuri”, “condizionali”, “se” e così via non stimola il cervello ad agire così come sarebbe necessario.

Non c’è nulla di ostico o impossibile, bisogna armarsi di buona volontà e, soprattutto, allontanarsi il più possibile dalla schiavitù dell’intelligenza artificiale e dei social, con la consapevolezza che “il grande inganno perpetrato dall’Algoritmo è quello di far credere a tutti di poter raggiungere i propri sogni”. Anche perché, “essere intelligenti e usare il nostro cervello significa non cascare nelle trappole dell’algoritmo”.

Usa il cervello prima che lui usi te, scritto in modo semplice e diretto, con una vasta bibliografia per approfondire gli argomenti, ci insegna a riconoscere quali dinamiche mentali entrano in gioco in ogni momento della giornata: basta disattivare il pilota automatico e riprendere il controllo di percezioni, emozioni e comportamenti. 

Borzacchiello è autore di bestseller e podcast di successo, consulente e divulgatore, è il co-creatore di HCE, Human Connections Engineering, la disciplina che studia le interazioni umane. Ogni anno forma migliaia di persone in aula e segue la formazione di aziende, imprenditori e manager in tutto il mondo. Ha scritto e scrive per diverse testate giornalistiche ed è spesso in televisione e in radio per promuovere la sua missione, “La conoscenza rende liberi”. Su Audible i suoi podcast sono tra i più seguiti e apprezzati. Ha pubblicato con Mondadori i romanzi bestseller La parola magicaIl Super SensoLa quinta essenza e Da adesso in poi, e i saggi Basta dirloForse sei già felice e non lo saiChiedi bene e ti sarà dato e Bada a come parli.

Rossella Montemurro

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