La Polizia di Stato di Matera, nel corso di una mirata attività svolta dalla Squadra di Polizia Amministrativa, ha effettuato 9 controlli amministrativi nei settori della raccolta scommesse e delle sale Video Lottery Terminal, del commercio di oggetti...
“Donne, grani, memorie e connessioni da coltivare” è il titolo della giornata di studio che si terrà a Matera mercoledì 15 ottobre, organizzata dal Crea/Consiglio per la ricerca in agricoltura. L’incontro si svolgerà nell’ambito del progetto AgrEcoMed, che vede tra le varie istituzioni la partecipazione del Crea e dell’Università di Basilicata ed è teso a sostenere la transizione agroecologica nell’area Mediterranea attraverso: sistemi agroalimentari innovativi, pratiche agricole e nuove tecnologie per la cerealicoltura, l’incremento della fertilità del suolo e la biodiversità degli agroecosistemi. Tra gli obiettivi vi è la riduzione dell’inquinamento, il coinvolgimento degli imprenditori agricoli e degli attori della filiera agroalimentare locale per incrementare soluzioni innovative, testare modelli di business alternativi, favorire la transizione verso l’agroecologia. In particolare, la giornata di studio di sarà orientata a sostenere il ruolo delle donne in agricoltura e promuovere l’occupazione dei giovani nel settore integrandoli nella catena del valore dell’agroecologia. Il programma prevede dalle ore 11 alle ore 11,45 una serie di laboratori formativi e dimostrativi di agroecologia e agricoltura di precisione presso l’Azienda Agricola Francesco Lillo, in contrada Torre Spagnola. La seconda parte si svolgerà dalle ore 12 al Birrificio Matarè, in contrada Santa Lucia, con laboratori di agricoltura digitale attraverso esempi pratici di applicazioni nella filiera brassicola e un laboratorio di birra artigianale. Seguirà nel pomeriggio, dalle 15, un dibattito sulle prospettive di sviluppo della cerealicoltura lucana, un talk sull’imprenditoria femminile nel comparto, la premiazione del contest fotografico su agroecologia e paesaggi mediterranei e una serie di laboratori esperienziali curati da Regione Basilicata e Slow Food.
Filippo Radogna

