venerdì, 14 Agosto 2026

Premio Siris 2026 all’Innovazione Tecnologica all’architetto Giuseppe Trabace: “Grande professionista e mente visionaria”. Tra i premiati anche la giornalista Sissi Ruggi, presidente dell’ODG Basilicata

Un Premio, dalle parole del sindaco di Episcopia Egidio Vecchione, che ha l’obiettivo di dar ulteriore valore alle eccellenze lucane “perché la lucanità la portiamo nel mondo, il lucano è una persona davvero laboriosa”. Si è svolta ieri la XIII edizione del Premio...

Ricordo di Antonella Pagano, poetessa e artista a tutto tondo

Una poetessa e artista a tutto tondo che sorprendeva per i suoi versi delicati e autentici, l’innata vivacità artistica e l’entusiasmo contagioso. Antonella Pagano pugliese di nascita e materana di adozione si è spenta ieri mattina a Roma all’età di 72 anni. Autrice...

“lo, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, dunque anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”. (cfr Gv 13, 14)

Sarà questo il tema del prossimo Carro Trionfale della Festa della Bruna 2026. Lo ha annunciato S.E. Rev.ma Mons. Benoni Ambarus, al termine della celebrazione che si è tenuta questa sera nella Basilica Cattedrale.

“Anch’io inizio la preparazione alla festa – ha affermato Mons. Ambarus – per cui il numero un po’ più esiguo di gente questa sera rispetto ai numeri enormi del 2 Luglio mi dà l’idea di un popolo che si incammina e, mano a mano che cammina, si aggiungono altre persone. Il desiderio è quello che sia un cammino dello spirito che possa consegnarci a Maria e farci vivere come Maria, quindi un cammino di fede”

In merito al tema del Carro, Don Francesco Di Marzio, delegato arcivescovile, ha detto che “il Signore ci invita a guardare il prossimo da una prospettiva completamente diversa. Probabilmente siamo abituati a vedere i nostri interlocutori in una posizione frontale, quindi simmetrica, paritetica; a volte è invece una posizione dall’alto verso il basso, altre volte siamo noi ad essere guardati dall’altro dall’alto verso il basso. Questo tema, a noi devoti di Maria Santissima della Bruna, chiede di cambiare prospettiva e guardare l’altro ponendoci ai piedi del nostro interlocutore, accogliendolo nella parte più vulnerabile, più fragile. Ai tempi di Gesù le strade erano polverose e i piedi erano le parti più esposte, quindi le più sporche. Gesù compie un gesto potentissimo, è lui che si fa schiavo, si fa servo – il gesto della lavanda dei piedi era riservata agli schiavi – per lenire le nostre ferite e purificarci dai nostri peccati. Ci dice che la Misericordia è possibile in questo contesto di guerre e di lotte fratricide. In un contesto nel quale, come ci ha ricordato il vescovo durante l’omelia, sgomitiamo per avere il primo posto, Gesù invita a metterci nei confronti dei nostri fratelli ai loro piedi perché a loro volta loro si mettano ai nostri: e se tutti ci accogliamo dal basso, da quella polvere, da quella terra da cui siamo stati tratti, sarà una nuova creazione e potremo risorgere insieme a Cristo”.

Rossella Montemurro

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