La Polizia di Stato di Matera, nel corso di una mirata attività svolta dalla Squadra di Polizia Amministrativa, ha effettuato 9 controlli amministrativi nei settori della raccolta scommesse e delle sale Video Lottery Terminal, del commercio di oggetti...
Di seguito il discorso del sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, in occasione della cerimonia di commemorazione dei caduti del 21 settembre 1943:
“Oggi, 21 settembre, la nostra città si raccoglie e si riunisce per rendere omaggio a una data che segna profondamente la nostra identità: il giorno in cui, nel 1943, Matera insorse contro l’occupazione nazista, scrivendo una delle pagine più dolorose, ma al tempo stesso luminose della sua storia”.
Ottantadue anni fa, Matera e i suoi valorosi cittadini divennero protagonisti degli eventi che segnarono la fine della Seconda guerra mondiale, unendosi alle forze militari e affrontando con coraggio l’oppressore. La nostra gente scelse la libertà.
Uomini e donne semplici, contadini, artigiani, studenti, padri e madri di famiglia, si ribellarono senza esitazione, armati solo del loro coraggio e della determinazione di difendere la propria città. In tanti caddero in quella insurrezione: oggi sono i nostri eroi. È grazie a loro se Matera, in quei giorni di sangue e di dolore, non fu piegata. Quella strenua e valorosa resistenza, che pure è costata tante vite umane innocenti, fece della nostra città la prima del Mezzogiorno a sollevarsi contro l’occupazione nazista. I riconoscimenti, anni dopo, della Medaglia d’Oro al Valor Civile e della Medaglia d’Argento al Valore Militare, oggi li custodiamo noi con orgoglio, e rappresentano l’impegno della nostra comunità, a difendere e portare avanti l’anelito verso la libertà. Quelle medaglie ci devono far ricordare sempre, oggi più che mai, che la libertà, la democrazia e la pace sono beni preziosi, che vanno custoditi e rinnovati ogni giorno.
Eppure, cari concittadini, la memoria non è un esercizio sterile di ricordo. In questa giornata ci voltiamo indietro con umiltà e ossequio per onorare il nostro passato, tenendo saldamente viva la memoria; ma è proprio da momenti di commemorazione come questi che dobbiamo costruire il presente e a immaginare il futuro.
Matera, città antica quanto l’uomo, millenaria terra natale di civiltà, ha dimostrato nella sua storia di saper trasformare ogni ferita in rinascita. I Sassi, una volta simbolo di degrado e vergogna, oggi rappresentano il nostro più grande vanto, e sono universalmente riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Nel 2019 siamo stati Capitale Europea della Cultura, proiettando Matera al centro dell’Europa e del mondo, e nel 2026 torneremo ad proiettarci con autorevolezza in Europa diventando capitale Mediterranea del dialogo e della cultura. Mentre celebriamo il 21 settembre, possiamo quindi dire che quella stessa energia di riscatto e di rinascita che animò i nostri padri e le nostre madri continua a vivere nelle nostre scelte quotidiane.
Oggi abbiamo il compito di raccogliere quel testimone, quella eredità e indirizzarci con fiducia verso il futuro.
Dobbiamo ricordare, ma non fermarci nel nostro impegno. Perché la libertà non è un privilegio, ma una conquista che va protetta e tutelata dalla banalizzazione e dalla normalità che tutto appiattisce.
Mai avremmo potuto pensare, almeno dalla mia generazione in poi, che alle porte dell’Europa tornasse così attuale il significato della parola libertà. Possiamo oggi considerarci pienamente liberi, consapevoli come siamo delle minacce che scuotono i confini dell’Europa e del Mediterraneo? Possiamo vivere tranquilli sapendo ciò che succede a Gaza o a Kiev, osservando dalla nostra “comfort zone” questi massacri, queste sistematiche violazioni dei diritti dell’uomo, questo quotidiano fare strame di ogni più basico rispetto della vita, anche e soprattutto dei più deboli e indifesi?
Ognuno, per suo conto, deve fare di tutto perché si superi la vergogna della violenza, e perché prevalga il senso di civiltà e di fratellanza, tenendo vivi valori e significati della parola “civiltà”, oggi che le guerre sono combattute da robot o da hacker, ma le vittime sono sempre drammaticamente solo esseri umani!
Il nostro dovere è fare tutto il possibile per consentire ai popoli oppressi di proteggere la dignità dell’autodeterminazione e di vivere la gioia della libertà. Nel rispetto delle diverse culture, sarà di questo che parleremo ai popoli che incontreremo rappresentando Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Possano mai risuonare, tra le vie e i palazzi di una città, i fuochi dei conflitti e le urla efferate delle vittime. Matera città della Pace, Matera città di Maria, possa sempre rappresentare un faro di civiltà e di valori di cui noi stessi cittadini dobbiamo farci portavoce e testimonianze viventi, con le nostre azioni quotidiane.
La nostra storia, le nostre radici, l’esempio dei nostri padri, traducono un messaggio di dignità, di civiltà, di libertà e infine di pace. Un messaggio da custodire vivo nei nostri gesti.
Viviamo tempi difficili e nuove sfide si affacciano all’orizzonte; In Europa e nel mondo spirano venti di guerra, e la pace è costantemente minacciata. Ma come in questi momenti abbiamo bisogno di unità e coesione per salvare il nostro futuro e renderlo migliore. E Matera, che ha vissuto da protagonista la guerra più recente, sa cosa significhi scegliere la libertà a costo della vita.
Ed è per questo che mi rivolgo alle nuove generazioni, ai più giovani che si affacciano alla vita e che spesso dal futuro sono spaventati. Mi rivolgo a voi ragazze e ragazzi, che non avete conosciuto e vissuto la guerra, ma che talvolta siete sopraffatti da un senso di fragilità e incertezza: la memoria, per voi, non deve essere un lontano ricordo, ma una guida concreta che vi dia speranza. Sappiate far tesoro del sacrificio di quel 21 settembre 1943, affrontate le difficoltà e non arrendetevi alle ingiustizie, vivendo con la stessa forza, lo stesso coraggio e la stessa consapevolezza dei vostri nonni.
Cari concittadini, guardiamo con fierezza al nostro passato, vivendo pienamente il presente e confidando in un futuro di pace, libertà e giustizia.
Solo in questo modo la nostra Matera, nel ricordo del nostri caduti, può crescere e svilupparsi, portando una prospettiva innovatrice e che guarda lontano.
Viva Matera,
viva la libertà,
viva l’Italia.”
Alla presenza delle istituzioni civili, militari e religiose, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha partecipato alla celebrazione rendendo omaggio ai 26 caduti – tra cui 18 civili – che sacrificarono la propria vita per difendere la dignità e la libertà della comunità materana.
“Ci ritroviamo oggi – ha detto Latronico – per rendere onore ad una pagina della nostra storia scritta con il coraggio, con il sangue e con la dignità di uomini e donne che, nel momento più oscuro del nostro Paese, seppero dire no alla violenza. Matera, il 21 settembre 1943, non aspettò ordini, non cercò scuse: scelse di alzarsi in piedi. E lo fece con le proprie forze, con le proprie donne e i propri uomini. È un messaggio che non appartiene solo alla memoria, ma che deve guidare le nostre scelte anche oggi”.
Riflettendo sull’attualità, l’assessore ha sottolineato: “Viviamo tempi complessi, in cui le 59 guerre in atto e le persecuzioni continuano a seminare dolore e distruzione in molte parti del mondo. Ricordare l’insurrezione di Matera significa rifiutare ogni forma di indifferenza e riaffermare l’impegno a difendere la democrazia, educare alla pace, promuovere i diritti umani. Ogni volta che accettiamo l’odio o il razzismo, tradiamo la memoria di chi ha perso la vita per garantirci libertà. La nostra regione sente forte la responsabilità di custodire questa eredità morale, traducendola in impegno civile e sociale quotidiano”.
Infine, un monito rivolto soprattutto ai più giovani: “Matera ci ha insegnato che la dignità è più forte della paura e che la giustizia può vincere sulla violenza. Ai ragazzi dico: fate vostra questa lezione, perché la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte, ma un bene che va difeso, custodito e rinnovato con responsabilità”.
La commemorazione si è conclusa con la deposizione delle corone di alloro al Monumento ai Caduti e con il Gran Concerto Bandistico di Nova Siri.

