venerdì, 14 Agosto 2026

Premio Siris 2026 all’Innovazione Tecnologica all’architetto Giuseppe Trabace: “Grande professionista e mente visionaria”. Tra i premiati anche la giornalista Sissi Ruggi, presidente dell’ODG Basilicata

Un Premio, dalle parole del sindaco di Episcopia Egidio Vecchione, che ha l’obiettivo di dar ulteriore valore alle eccellenze lucane “perché la lucanità la portiamo nel mondo, il lucano è una persona davvero laboriosa”. Si è svolta ieri la XIII edizione del Premio...

“La vita potenziale è il simulacro di ciò che vorrei fosse il mio quotidiano: la capacità di intercettare le vibrazioni di chi mi sta attorno, volgendole a mio beneficio, suscitando amore e devozione.”

La vita potenziale è una vita dietro lo schermo, a intrecciare relazioni virtuali destinate a diventare molto fisiche, in una continua tendenza a osare, senza alcun pudore perché “la sessualità è il miglior terreno sul quale dare sfogo al sé primordiale. Il merito risiede nel non lasciare che tale potenziale distruttivo ci soggioghi. Non lasciare che sfugga al nostro controllo. Tenerlo a bada, addomesticarlo e conviverci. La sfida è non essere se stessi.” 

Lavinia è preda del sesso e del culto del corpo come antidoto alla morte. Il suo modus vivendi è lontano anni luce dalla morale imperante. Si lascia guardare, usare da uomini sconosciuti. Ama giocare online nascondendosi assumendo altre identità, si diverte a studiare le reazioni di quanti iniziano a chattare con lei rimanendo spesso coinvolti – e increduli – in una spirale di eccessi. Disinibita, sicura di sé.

Al di là della trama, forte e dissacrante, de La vita potenziale (Feltrinelli Gramma), l’esordio brillante di Lavinia Bianca (uno pseudonimo), colpisce lo stile: ricercato, colto, curato nei dettagli, piacevolissimo da leggere, ricco di citazioni psicanalitiche.

La morte prematura del padre, avvenuta per un infarto quando lei è adolescente, le lascia una ferita impossibile da rimarginare. Dalla provincia nella quale vive si trasferisce a Roma, e lì si lascia andare alla sua dissennata vita potenziale. Le crescenti insidie della vita virtuale la indurranno a prendersi una pausa dal web e ad affrontare la vita reale, fatta di corpi e desideri concreti – con l’inevitabile corollario di dolori, lutti, ombre e fragilità insopportabili. Lavinia decide allora di ritornare nell’unico luogo per lei sicuro e in fondo appagante: seduta di fronte alla luce blu del monitor.

La vita potenziale può essere definito la rivelazione 2025 della narrativa italiana.

“Questo romanzo – spiega l’Autrice – è il resoconto di quel paradosso perturbante: la vita che si volge a beneficio della letteratura, e la letteratura che fagocita la vita senza tuttavia mai estinguerla. É la storia di un doppio: Lavinia e Federica. Lavinia scrive l’indicibile, attraversa il confine del buon gusto, del buon senso, del Super-Io. Più che un travestimento, è un alter ego che si è fatto corpo. Non una maschera da indossare, ma una voce che pretende di parlare anche quando le convenzioni sociali suggerirebbero di tacere.

Ma si badi bene: ciò che Lavinia dice non coincide con ciò che Federica pensa”.

Lavinia Bianca vive e lavora a Roma, ed è un personaggio che nasce su un blog nei primi anni 2000 e si trasferisce sui social dopo il 2010. Alter ego e pseudonimo dell’autrice, ha un debito con la narrativa di Philip Roth e si ispira più direttamente al sarcasmo tagliente dei comedians inglesi. Le sue storie provano a esplorare le intricate sfumature dell’animo umano e in particolare l’inevitabile intersezione tra sesso e morte, con un tono di voce marcatamente audace e sfrontato.

Rossella Montemurro

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