Le persone che la circondano ama definirle a seconda del "cioccolatino interiore" che le contraddistingue: cremino, al latte con nocciola, al liquore, al pistacchio... Isabella Perfetti, psicoterapeuta, sembra la prima ad aver bisogno di aiuto: si ostina a portare...
“La me bambina è trepida si sente vacillare senza appiglio il corpo è cosa che sobbalza lo sovrasta una cresta di vertigine. Quando il nastro della strada apre il fianco al litorale lei si sposta, sorpassa la linea del visibile. Pensa agli uomini che attraversano il mare.”
È in libreria la nuova raccolta poetica dell’autrice Francesca Innocenzi “Corpo di figlia” (Edizioni Puntoacapo).
“Qualcosa ti trema di orfanezza alle spalle”: così Francesca Innocenzi – sottolinea Mauro Ferrari – illumina in un unico splendido verso il senso globale del libro o, meglio, uno dei tanti fili tematici in esso intessuti con perizia e profondità di sentire. Il corpo di figlia è un corpo rammemorante, che vibra alle tensioni del crescere e dell’individuarsi non soltanto lungo l’asse generazionale, ma anche, in altra dimensione mentale, all’interno di un tempo esperito che non nasconde fratture e ingiustizie: si vedano al riguardo le forti poesie ispirate alla cronaca che vanno a completare il disegno strutturale di una raccolta di straordinaria ricchezza e coesione. L’Autrice presenta vicende personali al limite dell’inafferrabile e incomunicabile, ma non cede al diarismo e all’intimismo fini a stessi; anzi, questa poesia affronta temi alti, ponendosi quesiti fondanti sulla vita a partire dalle concrete esperienze umane come il rapporto con i genitori, l’essere donna ma anche essere cittadina consapevole, che guarda indietro per capire il presente, cercando “una salda consistenza / come rotaie di un’unica fermata”.
Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona) nel 1980. Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica. Ha pubblicato prose liriche, racconti e le sillogi Giocosamente il nulla (Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (ivi 2012), Non chiedere parola (ivi 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021); la plaquette Formulario per la presenza (Progetto Cultura, 2022); i saggi Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011) e Voci dal tempo indicibile. Ventuno saggi brevi sulla poesia (Rossini 2023); i romanzi brevi Sole di stagione (Prospettiva 2018) e Diario di una stalker mancata (Progetto Cultura 2022). Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue Halou de toamnǎ/ Alone d’autunno per Edizioni Cosmopoli; nel 2024 la silloge Formulario para la presencia (Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco. Ha ideato e diretto il Premio di poesia “Paesaggio interiore” ed è direttrice artistica dell’omonimo Festival.

