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Appuntamento il 24 maggio alle ore 21:00 presso gli Studios Academy di Furio Capozzi,Teatro Torpignattara (Via Amedeo Cencelli, 68 – Roma) con i Saturn’s Children per il live di Pop Lies (https://open.spotify.com/intl-it/album/6R5GjFFSZ2lofQQfSsCIX8) pubblicato da Art media music e prodotto da La Lepre edizioni musicali.
L’album raccoglie 28 brani di cui quattro sono originali, a cominciare proprio dalla title track Pop Lies, mentre le altre ventiquattro sono cover, che ci restituiscono il clima musicale del pop inglese e americano degli anni Sessanta e Settanta, tra sogni, illusioni, viaggi psichedelici, utopie e amori impossibili. Le Bugie Pop raccolte in questo album sono quelle in cui ha creduto una intera generazione, convinta di poter rivoluzionare per sempre il mondo e il modo di sentire borghese in pochi anni.
Ad accompagnare Alessandro Orlandi, oltre ad Alberto Varano, coautore della title track, ci sono i Saturn’s Children (Enrico Guarino, Claudio e Massimo Rosari, Matteo Uccella e Laura Zara), gli Olc Circus (Marco Committeri e Gabriele Longo), ma anche Marco Sersale, Enrico Orlandi, Fernando Fera, Alessandro Varzi e altri.
Alessandro Orlandi, come è nato Pop Lies?
“Con la band Saturn’s Children, con gli OLC Circus e con gli altri musicisti che hanno collaborato alla realizzazione dell’album, da molti anni alterniamo nostre canzoni originali e cover. Dopo i nostri ultimi tre album: Saturn’s Children, Stille di Stelle e The Mystic Haddock, in cui compaiono solo nostre canzoni, abbiamo avuto l’idea di registrare in studio cover che di solito proponiamo in concerto. L’idea chiave ci è venuta dopo aver registrato la nuova canzone che dà il titolo all’album: Pop Lies (musica di Alberto Varano e parole mie). Abbiamo pensato di riproporre le cover come se fossero una antologia dei sogni e delle illusioni, per lo più non realizzate, che hanno caratterizzato il ventennio che va dal 1960 al 1980, i sogni e le illusioni di una intera generazione, dall’“Amore che salverà il mondo”, al potere salvifico della musica pop e rock, alla chimera che tutto possa cambiare e trasformarsi in meglio in un pugno di anni, una nuvola di onnipotenza che ha caratterizzato i boomers. In questa chiave abbiamo riproposto cover dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Pink Floyd, di Jimi Hendrix, dei Byrds, degli Who, dei Kinks, dei Buffalo Springfield, di Bob Dylan, di David Bowie, dei Lovin’ Spoonful, di Emerson, Lake & Palmer, di Françoise Hardy, etc.
L’album è accompagnato da tre video musicali, uno ancora in fase di realizzazione. Si tratta di In a Tamasic World, con la regia di Camilla Martini che ha vinto più di centotrenta premi in tutto il mondo e del video della cover di Space Oddity, con la regia di Marco Committeri, dedicato in questo caso ai sogni e alle illusioni delle persone anziane e abbandonate. Il video da realizzare, una animazione con sceneggiatura di Camilla Martini e disegni e animazioni di Diana Cardegna, avrà come colonna sonora la canzone Pop Lies e sarà il “manifesto” del nostro album.”
C’è una tipologia di pubblico in particolare che dovrebbe ascoltare questo album?
“Date le considerazioni precedenti, l’album è rivolto sia a chi ha vissuto gli anni Sessanta e Settanta, respirando e condividendo lo “Spirito del Tempo” di allora, sia a chi quel tempo non l’ha vissuto, perché c’è un aspetto positivo e contagioso in quegli anni, il potere che una visione collettiva può avere nell’unire gli intenti di una generazione. Parafrasando le parole di una canzone degli anni Settanta di Yoko Ono: “A dream you dream alone is only a dream. A dream you dream together is reality.””
Qual è la sua “bugia pop” preferita?
“Le mie “bugie pop” preferite, per intensità emotiva e pathos musicale, sono sicuramente le cover di Gimme some Truth e Instant Karma! di John Lennon e di Christmas degli Who.”
Al debutto di Pop Lies, il 24 maggio, cosa dobbiamo aspettarci?
“Il 24 maggio suoneremo 13 canzoni, quasi tutte tratte dall’album, due delle quali, In a Tamasic World e Pop Lies, sono nostre creazioni e verranno proiettati i due video di In a Tamasic World e Space Oddity.
La band: Laura Zara a voce e ukulele, Matteo Uccella alla chitarra elettrica, Claudio Rosari al basso, Massimo Rosari alla batteria, Enrico Guarino al sax, Alberto Varano ed io alla voce.”
Rossella Montemurro

