Il weekend del 20, 21 e 22 marzo ha segnato l'apertura dell'anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il titolo conferito per il 2026 dall'Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh alla città dei Sassi, insieme alla marocchina...

Per la prima volta nel Sud Italia, dove si sta esibendo in una serie di concerti molto apprezzati grazie all’associazione di Pasquale Di Leo (Xilema Musica), Barro, uno dei mostri sacri della scena pop contemporanea – due nomination ai Latin Grammy, una come cantante nel 2021 e un’altra da produttore, nel 2023 -, si è esibito ieri a Matera in un house concert esclusivo a Palazzo Zagarella.
Questa sera sarà ad Altamura nella Masseria Mura’ e il 19 a Bari presso Secret Concert. Poi si esibirà in Spagna, in Portogallo e a Bruxelles.
Il suo ultimo album, “Língua”, del 2024, riunisce il suo universo musicale come cantante, compositore e produttore ed amplia lo spettro della sua produzione musicale – una delle più interessanti degli ultimi anni nel Paese – raggiungendo un risultato unico tra pop, MPB e musica periferica brasiliana.
La nostra conterranea, la cantante e ballerina Aramà (nome d’arte di Giulia Carmentano, di origini materane, che da anni vive in Brasile), ha fatto da tramite con il cantautore per questa intervista.
Barro, in questi giorni il tuo è un tour tutto italiano. Cosa rappresenta per te l’Italia?
“L’Italia è per me un paese molto importante perché nel 2016, quando ho lanciato il mio primo disco, sono stato invitato da voi per sviluppare un lavoro che fosse una sorta di ponte tra l’Italia e il Brasile. Ho fatto concerti chitarra e voce e la vostra Penisola mia ha dato la possibilità di lavorare anche in altre zone d’Europa. Questa è la prima volta che vengo al Sud, è un’esperienza bellissima che mi permette di stare vicino, ancora una volta, alla vostra cultura.”
Hai composto vari brani di grandi artisti. Preferisci comporre o interpretare?
“Sono tanti anni che lavoro con la musica ed è sempre bello scoprire la bellezza di ogni sfaccettatura. Mi piace sia interpretare i brani sia lavorare con altri cantanti. Quando compongo per loro, cerco di interpretare che sentono, ciò che vogliono portare nel nuovo album. Sono interessanti, per me, entrambe le situazioni: nei miei dischi parlo della mia intimità; quelli per gli altri nascono dall’ascolto delle loro esigenze. Mi fa piacere fare entrambe le cose.”
Nei tuoi brani c’è anche uno sguardo particolare sull’attualità. Tipo “Viralata Caramelo”, per il quale hai affermato: “Parlare di “Viralata Caramelo” è come dar luce alla spontaneità nelle nostre strade e nella vita di tutti i giorni”. Da dove nasce questa tua attenzione?
“”Viralata Caramelo” nasce da una situazione particolare. Nel mio paese d’origine, il viralata caramelo è un cane di strada diventato un personaggio del carnevale: si metteva sul palco, dormiva lì, “partecipava” con il pubblico. Questi cani color caramello sono molto comuni in Brasile e per me significa trovare la bellezza nella poesia delle strade, del quotidiano, dei cani di strada, apprunto. Ogni tanto anch’io mi sento un po’ così. Volevo parlare dell’identità brasiliana, del suo mix unico e, di riflesso, è venuto fuori anche l’atteggiamento di fronte alla vita. Sono stato felicissimo di poter cantare Viralata Caramelo con Chico César, uno dei più popolari cantautori della musica popolare brasiliana.”
Sei a Matera grazie alla complicità di Aramà. Potrebbe esserci una collaborazione tra voi due?
“Giulia la conosco da tempo, mi ha aiutato a trovare la possibilità di parlare con la mia musica. A me fa sempre piacere ampliare e avere nuove collaborazioni.”
Puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti futuri?
“Dopo il tour in Europa, tra un mese tornerò in Brasile per riprendere il tour di “Lìngua”. Essendo anche produttore musicale, sto portando avanti alcune collaborazioni che prevedono nuove uscite: di questo lavoro mi piace vivere ogni momento”.
Rossella Montemurro

