Il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Municipale, con l’Assessore alle Politiche Giovanili Giuseppe Casino, il giovane materano Raffaello Digilio, accompagnato dalla sua famiglia, reduce dalla straordinaria esperienza...

Un viaggio profondo, in cui l’anima si confronta con l’eternità e l’essenza stessa dell’esistenza. E’ l’intimo significato dell’opera poetica “Olimpia” (Interlinea Edizioni) di Luigia Sorrentino, poeta e giornalista Rai di rara raffinatezza e sensibilità. Alla silloge è dedicato il seminario intitolato “Olimpia, la parola sulla soglia dell’origine” che si terrà domani 9 maggio con inizio alle ore 16 presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. “Olimpia” è un titolo che evoca l’antichità, la grandezza e la mitologia. La lingua di Sorrentino è ricca e potente, densa di immagini e simboli. Ogni parola sembra pesare come una pietra preziosa, eppure scorre fluida come un fiume.
La sua poesia è un canto di luce e ombra, di vita e morte, di amore e perdita. Nelle pagine di “Olimpia”, incontriamo personaggi mitici e figure leggendarie. Olimpia stessa, forse una dea o una donna mortale, è il filo conduttore di queste poesie. Attraverso di lei, Sorrentino esplora i confini tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Olimpia è un ponte tra il visibile e l’invisibile, tra il giorno e la notte. Le immagini sono vivide e incisive, dipinte dal poeta in paesaggi interiori ed esteriori con immensa maestria. Le montagne, i fiumi, le stelle, tutto diventa un simbolo, un riflesso dell’anima. La natura stessa sembra parlare attraverso parole visionarie ed evocative di un Uno-Tutto, segreto del Mondo.
E poi c’è il tema della morte. Non una morte spaventosa o tragica, ma una morte che fa parte del ciclo della vita. Sorrentino ci invita a contemplare la morte come un passaggio, come un ritorno all’origine. È un tema universale, ma qui è trattato con una delicatezza e una profondità straordinarie.
“Olimpia” è un viaggio nell’essenza stessa della poesia. Attraverso versi immaginifici, potenti, l’autrice ci conduce in un territorio di confine tra l’essere e il non essere più.
Nella prefazione, Milo De Angelis afferma che scrivendo ”Olimpia”, Luigia Sorrentino ha creato il libro della sua vita. Questa raccolta tocca in profondità le grandi questioni dell’origine e della morte, dell’umano e del sacro, riuscendo ad esprimere un tempo assoluto, un tempo che contiene ogni tempo. È come se tutto fosse già accaduto, sia dietro di noi che davanti a noi, racchiuso in uno spazio circolare. La grandezza di quest’opera poetica sta nel fatto che ci sentiamo partecipi del viaggio intrapreso dall’autrice. I versi di “Olimpia” coinvolgono senza respiro e non lasciano mai indifferenti. È un’opera che preserva e cura, che ci dice che siamo noi il luogo della vita e della morte come nei versi, tratti da “Olimpia”, che seguono:
Nel silenzio
delle cose
si nasconde
l’eternità.
Qui l’invito a contemplare l’eternità nascosta nel silenzio delle cose, una poesia come richiamo profondo nei meandri della coscienza.
In conclusione, “Olimpia” è una raccolta di poesie che va oltre il tempo e lo spazio, con essa Luigia Sorrentino ha creato un capolavoro poetico, un libro che rimarrà con noi per sempre; un libro che, attraverso la sua visionarietà e la sua capacità di toccare temi profondi con un linguaggio ricco e innovativo, rappresenta un contributo significativo alla poesia contemporanea italiana.
Antonella Radogna

