lunedì, 6 Aprile 2026

Il presidente Bardi chiede lo Stato di emergenza nazionale

La Basilicata fa i conti con i danni dopo l’ondata di maltempo che da giorni sta colpendo senza tregua l’intero territorio regionale. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha inviato oggi una lettera ufficiale al Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci,...

“Le cose nella vita accadono, e non è detto che siano sempre belle. Ecco, io, che sono padre di un figlio di vent’anni, volevo raccontare questa storia che, come mi hanno detto in tanti, è sì emotivamente molto forte ma fa parte della vita”.

Carlos Solito racconta il suo Troppa notte intorno a me (Sperling & Kupfer, illustrazioni di Francalaura Rella e Maria Stefani) intervistato dalla giornalista Rossella Montemurro davanti alla platea gremita del cineteatro Guerrieri di Matera nell’ambito del Matera Film Festival diretto da Nando Irene. E lo racconta con la maestria di un narratore che affascina, incanta con la tranquillità con cui entra nel vivo del suo libro dimostrando un coraggio enorme nell’affrontare argomenti scomodi – la tragedia di un padre dopo aver perso il figlio – in un momento in cui tutti, sui social, tendiamo ad apparire felici, spensierati: “Ma, è un dato di fatto, ogni giorno siamo bombardati da notizie che non ci rasserenano”.

Troppa notte intorno a me parla di Dante, un illustratore 35enne rientrato dal Nord nella sua terra d’origine, in Irpinia sui Monti Picentini, dopo la morte del figlio. L’incontro con Virgilio, uno speleologo, e l’immergersi con lui negli “inferi” delle grotte gli permetteranno di affrontare il suo dolore immenso.

Per Solito, che ieri a Matera in anteprima nazionale ha presentato il documentario La profonda fantasia, da lui diretto – un “viaggio dantesco nelle grotte di Puglia” seguendo le esplorazioni degli speleologi salentini Marco Martonucci e Gianluca Selleri, con la voce narrante dell’attore e cantante pugliese Giorgio Consoli e le musiche del compositore siciliano Giuseppe Vasapolli – le grotte sono buio, silenzio, calma: uno “staccarsi” dalla frenesia del mondo, perdere la cognizione del tempo – l’oscurità interferisce con i ritmi circadiani – e lasciarsi andare in una culla a suo modo protettiva. Un po’ quello che è accaduto al protagonista del romanzo, Dante: in Troppa notte attorno a me la speleologia diventa salvifica, le tenebre interiori, grazie alle parole, vengono dissipate a favore di un nuovo inizio. “Scendere” all’inferno – che poi, inferno non è, ha sottolineato l’Autore – significa anche riuscire a trovare la strada per darsi un’altra possibilità, nonostante tutto.

Scrittore, fotografo, giornalista e regista, Solito è un professionista poliedrico tra i più talentuosi del panorama culturale contemporaneo. A fine serata ha chiesto un applauso per Franco Dragone, uno dei più grandi show maker del mondo – sue, tra le altre cose, le regie degli spettacoli del Cirque du Soleil –  recentemente scomparso, che è stato il suo mentore.

Foto Matera Film Festival

Pubblicità
Pubblicità
Copy link