giovedì, 2 Aprile 2026

Don Mario Antonio, il sacerdozio e il karate come missione

Ieri Don Mario Antonio, parroco di Montemurro, ha compiuto 56 anni e ha chiesto ai suoi fedeli che gli facevano gli auguri di pregare per lui, come lui fa per tutti ogni giorno. Frattanto prosegue nello svolgimento dei riti e delle funzioni della settimana Santa della...

Autismo: inclusione e azioni concrete

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, oggi 2 aprile, la Regione Basilicata rinnova il proprio impegno a favore dell’inclusione, del sostegno alle famiglie e della piena tutela dei diritti delle persone con disturbo dello spettro...

Metapontino: l’assessore Latronico sui danni del maltempo

“Sto seguendo con forte preoccupazione quanto sta accadendo in queste ore nel Metapontino a seguito della grandinata che ha colpito in particolare i territori di Rotondella e Nova Siri – dichiara Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr...

È stata condannata stamani dalla Corte d’Assise di Potenza a 22 anni di reclusione la 28enne Carmen Federica Lopatriello ritenuta responsabile di aver ucciso il nonno colpendolo numerose volte con un coltello e con un bastone, il 7 gennaio 2020 a Marconia di Pisticci. Per la donna, il pm, Annunziata Cazzetta, aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

Il delitto avvenne nella casa di Carlo Antonio Lopatriello, di 91 anni, che – secondo l’autopsia – fu colpito da 26 coltellate al torace e undici bastonate alla testa, al culmine di un litigio per motivi di interesse. Carmen Lopatriello fu arrestata dalla Polizia il 13 luglio 2020.

Già dal primo sopralluogo, si delineava la convinzione che l’omicidio fosse maturato in ambito familiare o, comunque, che lo stesso fosse stato commesso da una persona conosciuta dalla vittima.

Le indagini della Polizia ipotizzavano che tra nonno e nipote fosse scoppiata una violenta lite e che quest’ultima avesse agito d’impulso aggredendo il nonno con violenza, senza riuscire a contenere il suo stato d’ira che la portava, poi, a infliggere al nonno le numerose coltellate e i vari colpi di mazza in testa. Molti e univoci gli indizi a carico della Lopatriello che, durante il processo, ha detto di non ricordare nulla dell’omicidio e ha chiesto alla Corte di concederle «un’altra possibilità».

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