I Carabinieri della Compagnia di Policoro hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un quarantatreenne di origini albanesi, residente in Toscana, con l’accusa di tentato femminicidio nei confronti della moglie, sua connazionale. In particolare l’uomo, non...

Chuck Palahniuk non è nuovo a trame forti, disturbanti. È accaduto con Fight Club, Cavie, Soffocare, solo per citarne alcune. Ama sconvolgere, scuotere, è spesso dissonante rispetto alla realtà perché i protagonisti dei suoi romanzi hanno personalità sopra le righe, malate, eccessive.
Anche il suo ultimo romanzo, L’invenzione del suono (Mondadori, traduzione di Gianni Pannofino) vuole provocare e lo fa con lo stile proprio di Palahniuk: graffiante e indifferente a qualsiasi morale.
Mitzi Ives è un'”artista del suono”. La migliore nel campo, pagata a peso d’oro dai produttori di Hollywood che pretendono i suoi effetti speciali. Il lavoro di Mitzi consiste nel ricreare urla perfette per poter doppiare scene di film particolarmente violente. Ma lei, che è una fuoriclasse, non si accontenta di rumori doppiati con oggetti: i suoi sono così reali e agghiaccianti perché “usa” urla reali. In che modo? Torturando la vittima prescelta.
“Un simile regesto di grida la indusse a domandarsi se i film non fossero stati inventati come espediente per meglio diffonderle. Era una sorta di immortalità, un’agonia fissata per sempre, archiviata e conservata. Si domandò se i nativi americani non avessero ragione. Se una fotografia aveva il potere di rubare l’anima di una persona, forse quelle registrazioni erano l’anima dei morti. Erano morti, ma non in paradiso o all’inferno. Erano in catalogo. Producevano profitto. Alcuni – la maggior parte – erano in magazzino. Proprietà nascosta, nei cassetti di quegli schedari di metallo, in quelle gelide stanze di cemento. La mercificazione del dolore.”
Drogata, masochista, border line: Mitzi è decisamente un’outsider. Un altro personaggio del romanzo, anche lui abbastanza problematico è un padre che cerca ossessivamente la figlia scomparsa diciassette anni prima, Lucinda. È come se vedesse pedofili ovunque, cadendo così vittima di situazioni spiacevoli e al limite della legalità.
All’improvviso, un nuovo scioccante sviluppo gli fornisce il primo indizio su quella drammatica vicenda e Foster e Ives si troveranno in rotta di collisione.
L’invenzione del suono è un’inquietante riflessione sul pericoloso potere dell’arte, e ci regala un Palahniuk all’apice dei suoi sinistri e affascinanti poteri di geniale stregone letterario.
L’autore è nato a Pasco, negli USA, nel 1962. Ha studiato giornalismo e poi ha lavorato per diversi anni come meccanico.
Rossella Montemurro

