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Si è svolta oggi nella sala della Presidenza della Provincia di Matera la presentazione del dossier di candidatura di Irsina a Capitale Italiana della Cultura 2027, un appuntamento che segna una nuova tappa nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale per valorizzare il patrimonio della città e, soprattutto, costruire una prospettiva di futuro per le comunità delle aree interne.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Irsina Giuseppe Candela, che ha illustrato le ragioni alla base della candidatura, sottolineando il valore di una scelta che va oltre la competizione per il titolo. «Negli ultimi anni abbiamo visto candidarsi soprattutto città medio-grandi. Con Irsina abbiamo voluto proporre una prospettiva diversa: rivendicare la forza dei piccoli centri, che rappresentano la maggioranza dei Comuni italiani e che troppo spesso vengono raccontati soltanto attraverso le loro difficoltà».
«La situazione delle aree interne è complessa – ha proseguito Candela – ma abbiamo bisogno di cambiare narrazione. La cultura può offrire una prospettiva nuova, trasformandosi in uno strumento concreto di sviluppo, capace di mettere insieme tante piccole azioni e di parlare alle comunità non soltanto del loro passato, ma soprattutto del loro futuro. Irsina possiede un patrimonio straordinario, ma il cuore del dossier è la volontà di una comunità di mettersi in gioco, di guardare avanti e di costruire un manifesto che possa essere d’ispirazione anche per altri piccoli Comuni».
Il sindaco ha quindi ringraziato il GAL Start 2020, la CNA Basilicata, la Fondazione Matera Basilicata 2019, i rappresentanti istituzionali, il gruppo consiliare, la Giunta comunale e la segretaria comunale per il contributo assicurato al percorso, anche sotto il profilo economico e organizzativo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Gaetano Garzone, vicesindaco di Irsina e consigliere provinciale, per il lavoro svolto nell’organizzazione dell’iniziativa.
A illustrare i contenuti del dossier è stato Rocco Mangini, presidente della società Contesto di Barletta, che ne ha curato la redazione. Il progetto individua nelle politiche culturali il principale strumento di valorizzazione della città e di trasformazione del territorio. La candidatura si confronta con realtà di dimensioni e risorse importanti, ma si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha dimostrato come anche i piccoli centri possano essere protagonisti, come testimonia l’esperienza di Procida.
«Dietro questa candidatura c’è un cambio di paradigma – è stato evidenziato –. Non si tratta soltanto di concorrere per un titolo, ma di promuovere un percorso di riscatto sociale e di cambiamento, il cui vero lascito dovrà essere la capacità di generare nuove politiche culturali, anche oltre i confini della città». Il dossier propone un programma articolato, con oltre 300 eventi, ma soprattutto una visione di lungo periodo, pensata per lasciare effetti permanenti nella comunità.
Particolarmente significativo il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Agata Maggio, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, ha illustrato le attività di studio e ricerca già avviate su Irsina, attraverso tecnologie avanzate, rilievi da drone e indagini sul territorio, con ulteriori approfondimenti previsti mediante georadar. Il lavoro coinvolge una squadra multidisciplinare composta da archeologi, antropologi, geologi e altri specialisti.
Uno dei principali filoni di ricerca riguarda il rapporto storico tra Irsina e l’acqua, elemento che ha caratterizzato profondamente l’identità del territorio. Le fonti sorgive, gli antichi bottini, le fontane, i toponimi e le testimonianze documentali, a partire dal Medioevo, costituiscono un patrimonio di grande interesse. Le ricerche si estenderanno anche alla parte rurale, con l’obiettivo di ricostruire la storia di un territorio che, secondo le prime evidenze, ha avuto una relazione particolarmente significativa con le risorse idriche.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Rita Orlando, della Fondazione Matera Basilicata 2019, che ha richiamato l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura, sottolineando come le candidature culturali producano benefici che vanno ben oltre il risultato finale. «Una candidatura costringe un’amministrazione e una comunità a rileggersi in un altro modo. Produce competenze, cambia il modo di pensare e lascia effetti che si sedimentano nel territorio. Matera ha fatto scuola in Europa per capacità progettuale, visione e attrattività».
Orlando ha inoltre annunciato il coinvolgimento di Irsina nel progetto strategico Fantastico Medioevo, che intende valorizzare il ruolo della città nelle vicende del Regno normanno-svevo. Un’opportunità particolarmente importante in vista del prossimo anno europeo dedicato ai Normanni e del percorso di collaborazione già avviato dalla Basilicata con la Regione Normandia, con l’obiettivo di inserire i territori lucani in un più ampio itinerario europeo.
Angelo Zizzamia, in rappresentanza del GAL Start 2020, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, evidenziando la disponibilità a sostenere un percorso che mette al centro le potenzialità dei piccoli territori.
Il Presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha sottolineato il supporto che l’ente non farà mancare alla candidatura.
Presente anche il consigliere regionale Nicola Morea, che ha portato il sostegno della Regione Basilicata alla candidatura, richiamando gli interventi già attivati per il territorio, tra cui le opportunità del bando Borghi, con una dotazione di 4 milioni di euro. «È una giornata bella, che ha un valore istituzionale ma anche profondamente sentimentale. Ho l’onore di indossare la fascia di rappresentante della comunità irsinese e so quanto questo momento sia il frutto di un lavoro costruito nel tempo. I sogni e le ambizioni che abbiamo condiviso con la squadra amministrativa sono tanti e molti hanno già trovato concretezza».
Morea ha sottolineato l’importanza della presa di coscienza collettiva che accompagna la candidatura: «Quando una comunità riconosce il proprio valore, trova anche le ragioni per immaginare il futuro. Il lavoro svolto è importante perché ha coinvolto il territorio e ha messo insieme competenze e visioni. Nei piccoli paesi si può e si deve vivere, ma occorre costruire un sistema capace di offrire opportunità, di incoraggiare una giovane coppia a restare e di mettere a sistema itinerari turistici e culturali».
In chiusura, il sindaco Candela ha ribadito che il valore del percorso intrapreso non dipenderà esclusivamente dall’esito della selezione: «È un lavoro che merita di essere portato avanti, qualunque sia il risultato. Continueremo a farlo, come facciamo ogni giorno sul territorio, ma con la consapevolezza di aver portato la nostra comunità a confrontarsi con una sfida più grande. Questa candidatura è uno stimolo per proseguire il lavoro su tanti altri progetti che stiamo portando avanti come Comune».
La presentazione del dossier rappresenta dunque non un punto di arrivo, ma una nuova partenza per Irsina: un’occasione per rafforzare il senso di comunità, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale e dimostrare che anche dai piccoli luoghi possono nascere visioni capaci di parlare al Paese e all’Europa.

