In data odierna la squadra della Sede Centrale dei Vigili Del Fuoco di Matera, intorno alle ore 13:15 è stata impegnata per soccorrere una donna dell’età di 64 anni, di origini canadesi che a causa di un malore non riusciva a risalire la zona murgiana che porta dal...
“Talvolta è compito dell’artista scoprire quanta musica può ancora creare con ciò che gli è rimasto”. La frase del violinista Itzhak Perlman – colpito da poliomielite a quattro anni e costretto a camminare con stampelle e tutori – può essere definita il fil rouge di “Aspettando che passi”, il seminario condotto nel pomeriggio a Matera presso l’Istituto Sant’Anna dalla dottoressa Federica Cavicchini i – psicologa, psicoterapeuta in formazione, counselor professionale strategico, coach e formatrice. La dottoressa ha ricordato l’episodio avvenuto nel 1995 al Lincoln Center di New York quando, poco dopo l’inizio del brano, una delle quattro corde del violino di Perlman si spezzò e lui, invece di interrompere il concerto o chiedere un altro strumento, proseguì rimodulando mentalmente il pezzo e arrivando alla fine usando solo le tre corde rimanenti. Una metafora per evidenziare come si possano attraversare momenti difficili senza perdere la fiducia in sé stessi e nella vita.
“La domanda – ha spiegato la dottoressa – non è soltanto: ‘Quando passerà?’ ma anche: ‘Mentre aspetto che passi come voglio stare dentro la mia vita?’ Dobbiamo ricordarci che le domande utili sono introdotte dal ‘cosa’ e dal ‘come’, non dal ‘perché’. Quindi chiederci: ‘Se non potessi cambiare ciò che sta accadendo oggi, che cosa potrei cambiare nel modo in cui lo sto attraversando’?”
Cambiamento è dunque la parola chiave ma, ha sottolineato la dottoressa Cavicchini “ci costringe a convivere con l’ansia e paura e ansia sono il segnale che stiamo andando nella direzione della crescita. La vita è cambiamento, dobbiamo imparare a convivere con l’ansia senza lasciarci bloccare: ci indica la strada da percorrere e per intraprenderla abbiamo anche bisogno di coraggio. Affinché quest’ultimo non diventi incoscienza, sono necessari un io solido, una visione, una mappa e una bussola”.
Vero sé e falso sé, l’importanza di connettere il nostro passato al presente attraverso un lavoro emozionale, la differenza tra fiducia fantastica e fiducia reale, le zone di potere e la ricerca di senso sono gli altri argomenti trattati durante il seminario che ha fatto registrare il sold out. In platea, sia giovanissime sia persone adulte che la dottoressa ha coinvolto usando un linguaggio semplice e diretto e con frequenti rimandi a studiosi della materia.
Il prossimo 16 novembre partirà il percorso “Mi fido di me… mi fido della vita” che prevede un ciclo di 6 incontri di gruppo.
La dottoressa Cavicchini ha un’esperienza trentennale ed è esperta in empowerment femminile: aiuta donne che si sentono bloccate, svuotate o intrappolate in ruoli che non le rappresentano più a ritrovare chiarezza, energia e direzione, capendo cosa vogliono davvero e rimettendosi in movimento. Utilizza un percorso trasformativo ma concreto, che fornisce strategie immediatamente applicabili per sostenere in autonomia, nel rispetto dei tempi di ciascuna.
Rossella Montemurro

