Sono stato a Lourdes due volte: non ci sono parole per descrivere quell’esperienza. La seconda volte ebbi modo di parlare con una persona miracolata. Parlare con una persona che si considera miracolata è un'esperienza che porta inevitabilmente a riflessioni profonde,...
Ricomincia con il film I figli della scimmia il format Meet us at cinema, che la Lucana Film Commission ha ideato per riavvicinare il pubblico al cinema e sostenere gli esercenti lucani. “Sarà un primo appuntamento in due sale cinematografiche, ma con la promessa che tornerà in altre a promuovere questo film indipendente che ha regalato a Riccardo Scamarcio (anche coproduttore del film) una delle due interpretazioni più intense”, annuncia Margherita Romaniello, Presidente della Lucana Film Commission.
Il film sarà proiettato martedì 22 settembre alle 18 al Cinema Andrisani di Montescaglioso e alle 20 al Cinema Guerrieri di Matera. A seguire l’attore incontrerà il pubblico.
Presentato in anteprima mondiale all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, I figli della scimmia, opera prima di Tommaso Landucci, ha conquistato il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura a Tommaso Landucci e Damiano Femfert e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio.
Nel film Scamarcio interpreta Dario, padre di un bambino con disabilità, al quale dedica tutte le sue attenzioni. Parallelamente instaura un rapporto sempre più intenso con il figlio adolescente del fratello: nel nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere e assume, idealmente, il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un legame che mette in crisi il suo equilibrio interiore e finisce per coinvolgere l’intera famiglia. Il film affronta così un conflitto intimo e difficile da raccontare: la distanza tra il figlio reale e quello immaginato, tra amore e desiderio, accettazione e rimpianto.
“Il titolo di questo film trae ispirazione dall’omonima fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro”, spiega il regista Tommaso Landucci. “A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due figli: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto”.

