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Trasmettere alle nuove generazioni il senso di una tradizione antica: a Matera il progetto “I simboli della Festa della Bruna”, coinvolti 11 studenti del Liceo classico “Duni” dell’I.I.S. “Duni-Levi”

Come si trasmette alle nuove generazioni il senso di una tradizione antica che si rinnova ogni anno? La risposta è nel progetto I simboli della Festa della Bruna, che porta gli studenti fuori dalle aule scolastiche per farne custodi e narratori del Carro trionfale, elemento iconico della festa materana. I protagonisti di questa lodevole iniziativa sono undici studenti del Liceo classico “Duni” dell’I.I.S. “Duni-Levi” di Matera, guidati dalle docenti Elena Di Caro 1, Elena Di Caro 2, Giovanna Quarto e Maria Teresa Centola

Il progetto ha avuto origine a conclusione delle Giornate FAI di Primavera, su iniziativa della professoressa Elena Di Caro 1 e del dottor Franco Moliterni, referente culturale dell’ Associazione “Maria SS. Della Bruna”; quest’ultimo ha proposto di coinvolgere attivamente gli studenti nell’illustrazione del Carro trionfale, offrendo a visitatori e fedeli spiegazioni presso la Fabbrica del Carro, nelle giornate precedenti la data del 2 luglio, tradizionalmente dedicate alla visita della comunità al Carro prima del suo “strazzo”.  “Oggi, questa felice intuizione”, spiega la prof.ssa Elena Di Caro 1, “si è concretizzata in un percorso strutturato che risponde a precise finalità pedagogiche e sociali; infatti, la scelta della scuola di aderire a questa iniziativa si fonda anzitutto sui principi della didattica esperienziale e fenomenica, dal momento che l’apprendimento dei ragazzi si rivela molto più efficace e profondo quando avviene a contatto diretto con il bene culturale. Inoltre, il progetto promuove un modello di cittadinanza attiva, trasformando gli studenti da semplici fruitori passivi degli eventi festivi a protagonisti e divulgatori della propria cultura. Dopo aver ricevuto una formazione specifica, i ragazzi mettono volontariamente le proprie competenze a disposizione della comunità, facilitando un proficuo incontro tra la scuola e il territorio. Questo percorso di apertura e sinergia è stato reso possibile grazie alla nostra Dirigente Scolastica, prof.ssa Patrizia Di Franco, che ha creduto fortemente nel valore educativo e sociale dell’iniziativa, e al prezioso lavoro di squadra tra noi docenti e i ragazzi, vero cuore pulsante dell’iniziativa; con la loro energia, la loro dedizione e un ammirevole spirito di servizio, hanno saputo fare propria questa esperienza, diventando la voce viva e il volto più bello della nostra tradizione”.

Il tema del Carro Trionfale 2026, realizzato da Francesca Cascione, si ispira al Vangelo di Giovanni: «Io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, dunque anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri» (Gv. 13:14). Al centro dell’opera cartapestaia vi sono i valori del servizio, dell’accoglienza e dell’umiltà, incarnati dal gesto della lavanda dei piedi e da figure esemplari come Madre Teresa di Calcutta e San Giuseppe Moscati.

Nell’anno in cui Matera condivide con Tétouan, in Marocco, il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il Carro assume, pertanto, una veste internazionale e il ruolo di veicolo di messaggi universali, celebrando la città come storico luogo d’incontro, accoglienza e ponte tra le diverse sponde del Mediterraneo.

“I ragazzi hanno accolto con entusiasmo questa proposta e questo ci gratifica molto”, spiega Franco Moliterni, ”perché corrisponde esattamente a quello che noi abbiamo come obbligo statutario: trasmettere alle nuove generazioni questo patrimonio culturale straordinario, che, purtroppo, è scarsamente conosciuto. Molte persone, soprattutto di una certa età, rifiutano la spiegazione del significato del Carro, ritenendo di conoscerne la storia e il significato; al contrario, quando si offre la  possibilità alle nuove generazioni di ascoltare la spiegazione dei nostri ragazzi, esse accolgono con entusiasmo l’iniziativa”.

Un entusiasmo confermato dalle parole degli stessi studenti del Liceo classico. “Questa esperienza” afferma Vanessa, “è per noi molto significativa, perché sentiamo molto forte l’attaccamento alla nostra città e alla nostra festa; essere qui è per noi un onore, perché ci sentiamo utili per la comunità  materana ed è bello, dal punto di vista spirituale, essere pronti per la nostra Madonna”.

Un vero “scambio del cuore” in cui, oltre a donare la propria narrazione, gli undici studenti hanno ricevuto tantissimo in cambio: l’incontro con bambini, anziani, futuri sposi, stranieri e tanti concittadini li ha arricchiti di storie uniche e di una profonda umanità, un tesoro prezioso che porteranno per sempre nel loro cammino di vita!

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