sabato, 16 Maggio 2026

È acquistabile sul sito di ChiareVoci Edizioni e su Amazon Luminarie di stagioni, la nuova silloge del giornalista, scrittore e poeta di origini lucane Nunzio Festa.

Dalla prefazione di Plinio Perilli:

“L’inquieta, libera “amorevolezza” di Nunzio Festa

poeta anarchico, fedele di Realtà 

   Ho sempre apprezzato Nunzio Festa per il suo estro e la sua libertà. Libertà che poi è anche e soprattutto fantasia, un modo perennemente nuovo, accanito e festevole (nomen omen – dicevano i latini: e Nunzio, la Festa ce l’ha già nel cognome!).

   Mi piace quel modo serio e impennato di rispettare le sue radici – ma anche di cercarsene, perfino inventarsene ogni volta di nuove… Dove il futuro e i ricordi, per fortuna coincidono…

   Mi ricordo di quando scombinerete

   i cassetti di casa

   e avrete trovato altre memorie

   : la scusa di aver perdonato

   il mondo: invece di salvarlo

   Mi piace la sua adesione a una letteratura – in primis, alla poesia – che sa inventarsi la vita strada facendo; ed è sempre pronta, oltretutto, a rimettersi in gioco. Prima dicevo festevole: ma sia ben chiaro che Nunzio è, al contempo, un poeta sempre impegnato, accanito ad esserci, valere (che poi è sinonimo stesso di sapere, e viceversa).

   Il cuore

   : macchia di luce

   scura:

   all’avventura del sole

   Questo suo ultimo poemetto, Luminarie di stagioni, convoca e invoca a pari merito la storia e la cronaca, le vicende della Terra (asperità e/o dolcezze), così come tutti gli intrecci delle vite vissute, godute o patite che siano… E davvero rispetta e intona quelle luminarie così care – nei paesi, nelle cittadine italiche, specie nei periodi di festa; il che poi rimane un’attitudine permanente, insieme sacra e profana, festevole (lo ripeto) e caparbia d’umanità, di solidarietà, di una compattezza (si diceva una volta) socio-psicologica, antropologico-culturale… 

   Non mancano delle belle sorprese, addentrandosi nei suoi scenari – e queste cose sono, per il sottoscritto, un grande, grandissimo dono contro l’oblio che insidia, e talvolta perfidamente cancella molte e assai belle gesta di talenti e artisti italiani. Forse è merito anche della sua vita errabonda e intrecciata d’esperienze, fedele alla sua Matera, alla sua Basilicata di Pomarico, ma poi trasferitosi in Lunigiana, in Liguria e ora felicissimamente in Romagna, terra d’impegno e golosità, amena e caparbia, terra sempre moderna, ma ghiotta di teatro, di poesia in dialetto – tanto più devota ai grandi miti poetici e creaturali che l’hanno sempre amata, fecondata e ingloriata… 

   Ma sempre e ovunque attentissimo, Nunzio, all’anima umana, alla creaturalità, all’estro, alla buffa concretezza di ogni vita; se possibile, anche ai miraggi e ai travagli dell’Amore, miracolo che talvolta ancora accade… 

   In una curva nei pressi di Cervia

   oltre l’insegna che balla e vibra 

   ho raccolto una frase

   : come il neo della ragazza

   l’ho baciata accarezzata

   e coccolata:

   e l’ho segnata a sigillo nel singulto   

   della ragione

*******

   Dunque una gioia, sempre, ritrovare gli scritti, dolenti o impennati di Nunzio Festa, talvolta per fortuna spumosi, frizzantini, o buoni anche da fermi (esattamente come i nostri buoni, generosi vini)

   Il vermentino ligure rassomigliava

   a poco altro

   e nelle giornate più insicure

   di pioggia e rosso – più povero

   dell’aglianico: si viaggiava sicuri

   di partecipare al ballo della contemporaneità:

   il feltro di Dante

   il gesto d’amore sempre più

   distante dal bisogno

   di quell’amorevolezza

   di quei Pedretti Baldini e Simoncelli

   : luci naturali dei miei libretti

   Grazie ancora di esserci, di farla – viverla e poi scriverla – questa letteratura di tutti i giorni e tutte le promesse, le illusioni, gli incastri, le luci umbratili, le ombre assolate… Ma sempre e generosamente, l’Esserci – davvero, oh, molto più delle poetiche e accensioni dei grandi filosofi. (Quindi lasciamo stare il Dasein di Heidegger!)…”

L’AUTORE

Nunzio Festa è nato a Matera, dove ha lavorato nell’editoria e giornalismo, ha vissuto Pomarico.

Giornalista, poeta e narratore, è collaboratore giornalistico per diversi spazi cartacei e telematici tra i quali Liguria Today, L’Eco della Lunigiana, Città della Spezia, La Voce Apuana,  Books and other sorrows di Francesca Mazzucato, RadioA, RadioPoetanza e il Bollettino del Centro Lunigianese di Studi Danteschi; tra le altre cose, ha pubblicato articoli, poesie e racconti su diverse giornali, riviste e in varie antologie tipo: Focus-In, Liberazione, Mondo Basilicata, Civiltà Appennino, Il Quotidiano del Sud, Il Resto.

Per i Quaderni del Bardo ha pubblicato “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre agli e-book su Scotellaro, Infantino e Mazzarone e sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi; più la raccolta poetica “Spariamo ai mandanti”, contenenti note di lettura d’Alessandra Peluso, Giovanna Giolla e Daìta Martinez e la raccolta poetica “Anatomia dello strazzo. D’inciampi e altri sospiri”, prefazione di Francesco Forlani, postfazione di Gisella Blanco e nota di Chiara Evangelista.

Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d’Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa), con prefazione di Marino Magliani e “Il crepuscolo degli idioti (Besa).

Per le edizioni Il Foglio letterario, i racconti “Sempre dipingo e mi dipingo” e l’antologia poetica “Biamonti. La felicità dei margini. Dalla Lunigiana più grande del mondo”.

Per Arduino Sacco Editore “L’amore ai tempi dell’alta velocità”.

Per LietoColle, “Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche)”.

Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” (con note critiche di Franco Arminio, Plinio Perilli, Francesco Forlani, Ivan Fedeli, Giuseppe Panella e Massimo Consoli) e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.

Per Edizioni Efesto, “Chiarimenti della gioia”, libro di poesie con illustrazioni di Pietro Gurrado, note critiche di Gisella Blanco e Davide Pugnana.

Per WritersEditor, la biografia romanzata “Le strade della lingua. Vita e mente di Nunzio Gregorio Corso”. A ottobre 2023 per Ensemble ha pubblicato la raccolta di poesie   L’impianto stellare dei paesi solari. Lo scorso anno sono usciti Ai piedi del mondo. Lunigiana e Basilicata sulle corde degli Appennini (Tarka, collana Appenninica) e “Io devo andare, io devo restare” (BookTribu).

Nel 2025 è uscito Canto delle rivisitazioni per Nerolatteedizioni.

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