
500mila copie vendute con i più importanti marchi editoriali, 600mila follower, centinaia di librerie visitate nelle quali ha svolto eventi e incontri. Con questi numeri, lo scrittore bestseller Roberto Emanuelli lancia una sfida ambiziosa e rivoluzionaria: l’invito alle sue lettrici e ai suoi lettori a preordinare e acquistare nelle librerie il suo nuovo romanzo Tutta questa felicità, in uscita il 4 giugno per Feltrinelli. Per lui, infatti, è fondamentale il rapporto umano, ecco perché il rapporto con i librai, con le librerie del territorio, con le cartolibrerie e con le edicole – “luoghi di bellezza da preservare e custodire come presidi di libertà”, afferma – deve essere rinsaldato. Crede fermamente nella sinergia “autore/libraio”, convinto che sia attualissima: “Perché mai come in questo momento c’è bisogno di umanità, fisicità e calore umano”.
A pochi giorni dall’uscita del tuo nuovo romanzo, Tutta questa felicità, stai portando avanti una piccola grande rivoluzione invitando lettrici e lettori a preordinare il libro in libreria e non online. Come mai?
“Sai, nell’era dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie avanzate, degli algoritmi sempre più performanti… In un momento dove tutto ormai viaggia a velocità elevatissima illudendoci di essere connessi in tutto il mondo e con milioni di persone, io ho come l’impressione che invece siamo sempre più soli, e credo che mai come adesso ci sia bisogno di tornare a sentirci, a sentirci davvero, a toccarci, abbracciarci, scambiarci sguardi e vibrazioni, c’è bisogno di un reale contatto fisico e di tornare a sfiorare le cose più importanti, semplici e belle. Sono certo che le librerie, luoghi da preservare – in cui si sogna, si viaggia, si sfiorano storie, vite e sentimenti –, siano il punto perfetto di incontro, a metà fra i sogni, l’energia invisibile e la realtà. Credo che scrittori e librai possano e debbano fare squadra proprio adesso, in questo momento storico liquido e senza più punti di riferimento. Non la ritengo soltanto una cosa bella e da recuperare, ma credo che sia anche una scelta vincente.”
Quali sono, finora, i riscontri che hai avuto dalla tua enorme community virtuale dopo il lancio di questa iniziativa?
“Guarda, non so dirti in termini di numeri perché per ora ho avuto solo suggestioni e sensazioni. Sicuramente ho percepito un grande consenso intorno a questa idea da parte della gente, da parte di quella che tu chiami giustamente “la mia comunità” e che io invece chiamo “la mia famiglia”, nemmeno troppo virtuale, perché in realtà sono persone, anime rare, che incontro da anni fisicamente proprio nelle librerie, in modo molto intenso e profondo. Quindi, i riscontri che ho avuto da questa famiglia, dalle lettrici e dai lettori, sono stati entusiastici, ho avuto l’impressione che anche loro abbiano colto esattamente che è il momento di fare squadra fra di noi – e per “noi” intendo scrittori, lettori e librai, anche perché, sembrerà banale, ma se ci pensi quei luoghi magici, le librerie, sono esattamente i posti in cui ci incontriamo tutti insieme, quelli che rendono questo piccolo, pazzesco miracolo ancora possibile…”
Rossella Montemurro
Foto in copertina Luca Brunetti
