Fare rete non solo per rafforzare la medicina territoriale, ma anche per implementare la formazione. Una nuova mission, emersa con forza nel seminario multidisciplinare di aggiornamento Ecm che si è tenuto pochi giorni fa a Bernalda, su iniziativa dei Padri Trinitari. Un’ambizione, che punta anche all’utilizzo delle nuove dimensioni della tecnologia per un’offerta sempre più efficace anche nei casi più difficili. Professionisti e operatori provenienti da più regioni d’Italia si sono messi a confronto per partecipare alla giornata di studioe per affrontare i temi della prevenzione, diagnosi, presa in carico e riabilitazione nelle patologie neurodegenerative.
Il direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari, Vito Campanale, nel salutare “i professionisti provenienti da diverse regioni italiane” ha evidenziato: “La nostra organizzazione opera in Basilicata, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Polonia, con l’obiettivo non solo di offrire servizi di assistenza alle persone più fragili e risposte concrete ai territori in cui siamo presenti, ma anche di promuovere la crescita professionale attraverso la formazione. In qualità di provider accreditato a livello nazionale, investiamo costantemente nell’aggiornamento dei nostri operatori e di professionisti esterni, contribuendo al miglioramento della qualità dei servizi sociosanitari”. Il tema della giornata ha messo al centro della discussione l’invecchiamento della popolazione, particolarmente evidente anche in Basilicata e che impone una profonda evoluzione dei modelli assistenziali. “In questo contesto – ha detto ancora Campanale – il Piano Sanitario Regionale Basilicata 2026-2030 individua come priorità la gestione delle cronicità e delle fragilità. Le malattie neurodegenerative rappresentano un ambito particolarmente significativo per mettere in pratica questo approccio. La giornata formativa è nata proprio con l’obiettivo di favorire una visione integrata e multidisciplinare”.
“La sfida attuale – ha affermato Andrea Gigliobianco, direttore sanitario Asm di Matera – è quella delle cronicità … e il Piano sanitario regionale ce lo ricorda. La sfida è quella della connessione fra tutti i professionisti, che è necessaria per assolvere i nostri compiti sempre più difficili complessi. Per assistere bene occorre investire in ricerca e anche nell’assistenza o nella vicinanza che posso assicurare, ad esempio, i caregiver, che rappresentano l’importanza che può avere il contesto familiare nell’essere vicini a questi pazienti. La longevità è un bell’elemento, ma richiede prevenzione e attenzione, anche all’alimentazione”.
La formazione, nel guardare al presente deve necessariamente proiettarsi verso il futuro, sfruttando le novità e opportunità offerte da scienza e ricerca. Istruttivo, a tal proposito, il contributo del direttore Medico del Centro di Riabilitazione dei padri Trinitari“Quarto di Palo” di Andria, Mario Damiani, che si è soffermato sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). “Si tratta – ha spiegato – di un insieme di strategie, strumenti e tecniche utili a sostenere la comunicazione anche nelle malattie neurodegenerative, come Alzheimer, afasia progressiva primaria, SLA e demenze frontotemporali. Il suo utilizzo è previsto nelle linee guida e nei PDTA e dunque si impone una formazione adeguata degli operatori. L’obiettivo principale è mantenere il più a lungo possibile autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita. La CAA a bassa tecnologia utilizza tabelle cartacee, fotografie, libri di comunicazione, scrittura e simboli. La CAA high-tech comprende tablet, smartphone e comunicatori vocali con app dedicate. La scelta degli ausili deve essere personalizzata in base alle capacità motorie, cognitive e linguistiche residue della persona. Grande importanza assume il coinvolgimento di familiari e caregiver. Ausili visivi, album dei ricordi e calendari aiutano memoria autobiografica e conversazione. L’uso di smartphone e immagini familiari favorisce spesso una comunicazione più naturale e socialmente accettata. L’intelligenza artificiale può supportare riconoscimento del linguaggio, semplificazione dei testi e supporto alla memoria, oltre a sostenere la conversazione”.
L’assessore della Basilicata alla Sanità, Cosimo Latronico, ha messo in risalto il lavoro dei Padri Trinitari. “I Padri Trinitari – ha detto – sono un’istituzione preziosissima, che si occupa di cura, di assistenza, ma anche di formazione. Compito della medicina territoriale è quello della presa in carico e dell’orientamento, dell’accompagnamento e della specializzazione della risposta. C’è poi il bisogno di una integrazione tra la domanda sanitaria e quella sociale. I Padri Trinitari sono l’esempio di come le strutture private convenzionate riescono ad allargare la capacità di un sistema di cura e benessere delle persone”.
