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Realizzare il sogno di diventare genitori: al via la collaborazione di Next Fertility ProCrea, tra i maggiori centri per la fertilità della Svizzera, con l’Anvamed di Matera

Realizzare il sogno di diventare genitori malgrado le difficoltà, affidandosi a specialisti internazionali in medicina della riproduzione. Ha fatto tappa sabato scorso a Matera ProCrea in Tour, l’iniziativa promossa da Next Fertility ProCrea (tra i maggiori centri per la fertilità della Svizzera, con sede a Lugano, dove ogni anno si rivolgono più di mille coppie provenienti non solo dalla Svizzera, ma da tutta Europa ed in particolare dall’Italia) che ha recentemente stretto una nuova collaborazione con il poliambulatorio medico-chirurgico Anvamed di Matera.

Proprio nella città dei Sassi, presso l’UnaHotels MH, il team di Next Fertility ProCrea ha affrontato in una conferenza medica diverse tematiche legate all’infertilità per spiegare alle coppie presenti quando è opportuno ricorrere alla PMA, quali possono essere le cause dell’infertilità che possono colpire il partner maschile, femminile o entrambi, e quali i trattamenti e i servizi indicati ed effettuati dalla clinica.

Al termine della conferenza, le coppie presenti hanno avuto la possibilità di parlare con gli specialisti.

Tra loro il prof. Giovanni Maria Colpi, andrologo, uno dei massimi esperti nella gestione dei casi complessi di infertilità maschile. Per quindici anni ha diretto a Milano all’Ospedale San Paolo, il più importante centro pubblico in Italia di riproduzione assistita centrata particolarmente sul maschio infertile. Dopo aver fatto consulenze in altri centri della Penisola si è trasferito a Lugano dove è Direttore scientifico di Next Fertility ProCrea. Detiene incarichi scientifici internazionali, è nel direttivo del Global Andrology Forum (GAF), un’organizzazione di ricerca internazionale creata nel giugno 2022. Al GAF, che ha sede a Moreland Hills in Ohio, fanno capo circa 950 esperti di alto livello in campo andrologico, provenienti da 90 Stati. La prossima settimana il professore sarà in Turchia per il primo congresso mondiale del Global Andrology Forum.

“Stiamo cercando di riportare l’attenzione dei centri di sterilità anche sul maschio.  – ha dichiarato il professore durante la tappa materana del ProCrea in Tour – La stragrande maggioranza delle coppie che si rivolge al centro di sterilità trova il ginecologo che si limita a guardare l’esame seminale. Purché ci siano quattro spermatozoi in croce, propongono la fecondazione in vitro e, se non vedono spermatozoi, cercano di convincere la coppia a non andare oltre e a seguire l’”eterologa maschile” (cioè ad usare spermatozoi di donatore, la strada più corta, che dà successo e che, brutalmente, permette agli specialisti di mantenere e gestire la coppia).

Negli ultimi anni è cambiato tutto.

In primis, si è compresa l’importanza dell’esame seminale, praticamente una biopsia liquida sullo stato di salute del soggetto. Sulla base di studi, dalla Scandinavia agli Stati Uniti, si è riscontrato che tanto più l’esame seminale è alterato tanto più facilmente l’uomo avrà problemi futuri di salute, dal diabete alle malattie cardiovascolari, all’ipertensione, al rischio di tumori e via dicendo. Non solo, un esame seminale fortemente alterato, anche nel caso di una gravidanza accidentale, comporta un aumentato rischio per la donna e per il feto. È quindi estremamente importante che l’uomo con un quadro seminale alterato venga visitato e venga sottoposto anche ad esami paralleli (banali esami del sangue): in caso di referti patologici, potrà essere messo in allerta sugli eventuali aumentati rischi che, facendo un’adeguata prevenzione, verrebbero in larga misura evitati.

In secondo luogo, un esame seminale normale non vuol dire con certezza che il maschio è normalmente fertile. Ci sono esami di secondo livello abbastanza semplici, ma sono effettuati da pochissimi centri. Secondo una mia stima grossolana, fino a due anni fa neanche il 10% dei centri lì faceva; adesso orientativamente un 20% comincia a eseguirli.

Sono i test di frammentazione del DNA spermatico. Si è visto che il 15-20% degli uomini con sperma apparentemente fertile secondo i parametri dell’OMS, presenta valori patologici al test di frammentazione del DNA spermatico, e quindi sono essi la causa primaria o una concausa della infertilità di coppia.  Valori chiaramente patologici di questo test sono di fatto elementi prognostici negativi per il successo di una normale gravidanza evolutiva, anche se ricercata mediante la fecondazione in vitro. Quindi, questi test andrebbero fatti d’ufficio nei Centri di Riproduzione Assistita, o dovrebbero comunque essere richiesti preventivamente dalle coppie infertili.

Terza e ultima cosa: mi hanno riferito coppie che presentavano liquidi seminali con rarissimi spermatozoi di essere state invitate a deporre lo sperma anche quattro o cinque volte per cumularne un numero adeguato per poter fare fecondazione assistita. In questi casi i tassi di successo sono risibili e non ha nessun senso, oggi, fare procedure di questo tipo. Abbiamo un’evidenza scientifica sufficientemente pesante secondo la quale bisogna cercare gli spermatozoi nei testicoli, e utilizzare quelli.

Questo apre un ulteriore scenario valido soprattutto per i pazienti con azoospermia non-ostruttiva, pazienti che hanno un danno della spermatogenesi nei testicoli. Con opportune tecniche microchirurgiche (operiamo a 36 ingrandimenti) si accede ad un testicolo, e si cerca al suo interno, nella massa di tubuli seminiferi. In questi tubuli avviene di norma la produzione di spermatozoi. Nei pazienti con azoospermia non-ostruttiva questi tubuli sono per lo più atrofizzati, ma noi andiamo pazientemente alla ricerca di tubuli che hanno conservato un aspetto normale (nel 90% dei casi questi si presentano pieni di spermatozoi).

Questo intervento si chiama MicroTESE (abbreviazione di Microdissection TESE). In questo campo sono un decano: ho fatto più di 2000 MicroTESE, una delle massime casistiche internazionali. Nonostante la MicroTESE sia stata inventata 25 anni fa, tuttora non la pratica quasi nessuno, perché richiede una notevole esperienza microchirurgica e biologi ed embriologi molto preparati in questo campo specifico. Basta un membro dell’équipe con scarsa esperienza e l’intervento finisce in un insuccesso. Nel nostro Centro, grazie alla nostra equipe esperta, la MicroTESE ci permette di ottenere spermatozoi nel 58% dei pazienti con azoospermia non-ostruttiva.

Purtroppo, ci sono istituti nei quali gli interventi di recupero di spermatozoi dai testicoli di pazienti con azoospermia non-ostruttiva vengono eseguiti in modo inadeguato, non rispettando le Linee Guida Internazionali: tanto alla peggio si convince la coppia a fare “l’eterologa”. È una situazione che eticamente mi disturba molto, che interessa tutta l’Europa e che segnalerò pubblicamente nella mia Lettura Magistrale all’imminente Congresso del Global Andrology Forum”.

A Matera il centro polispecialistico Anvamed, in via Timmari 13/19, riconosciuto per l’eccellenza e l’ampiezza dei servizi medico-chirurgici forniti, è diventato un punto di riferimento fondamentale per le coppie che cercano assistenza nel campo della medicina della riproduzione. Ci si avvale della competenza della dottoressa Maristella Panetta, già Direttrice dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Endoscopia Ginecologica e Fisiopatologia della Riproduzione (sterilità di coppia), ginecologa ed androloga, che guida con professionalità e dedizione i pazienti lungo il percorso di diagnosi e trattamento.

“Abbiamo voluto tanto questa collaborazione sia per la qualità del Centro di ProCrea sia per i motivi che ci accomunano con NextFertility. – spiega la dottoressa Panetta – È un ponte tra Lugano e il Sud, da noi arriveranno le coppie da Basilicata, Calabria e Puglia riducendo questi tempi soprattutto questa distanza perché

Tutti gli esami diagnostici, sia ginecologici sia andrologici, potranno essere fatti da me, abbiamo protocolli condivisi e standard comuni, utilizziamo anche lo stesso laboratorio del Next Lab. Le coppie andranno a Lugano soltanto per la parte operativa, due giorni, con un notevole risparmio a livello di tempo e a livello economico.

Cerchiamo di personalizzare molto gli orari, ci sono esami che vanno fatti in determinati momenti del ciclo, anche persone non materane possono raggiungerci con più facilità, considerando che siamo a disposizione anche in orari non canonici della giornata e il sabato. Tra l’altro, una paziente che, ad esempio, ha una piccola perdita di sangue o ha un dubbio su una terapia, può rivolgersi immediatamente a noi. Accompagniamo le coppie, si spera, sino all’esito buono e comunque le gestiamo anche in caso di esito negativo per verificare, insieme al gruppo di specialisti di ProCrea, quali possono essere stati i problemi e quali sono le alternative.

Lo staff di ProCrea è composto da persone serissime, il nostro obiettivo è umanizzare un discorso che spesso dagli stessi medici non viene considerato una patologia. La cosa più brutta per le coppie è la solitudine, il non sapere a chi rivolgersi. Dispiace che in questo settore medico, a differenza di altri, da un lato si tende a minimizzare tale problematica dall’altro si può speculare molto”.

La dottoressa consiglia, nel caso in cui si riscontrino problemi, di rivolgersi agli specialisti già dopo 1 anno di tentativi infruttuosi se la paziente ha meno di 35 anni o dopo 6 mesi se la paziente ha più di 35 anni: “Con il tempo diminuisce la percentuale di successo e aumentano i rischi per le pazienti”.

La dottoressa Marina Bellavia, Direttore Sanitario e ginecologa specialista in medicina della riproduzione Next Fertility ProCrea, sottolinea che “la maggior parte dei pazienti sono italiani, creare un ponte e avere un appoggio anche in casa per i semplici controlli che devono essere fatti durante queste terapie significa per tanti motivi ridurre lo stress, le assenze lavorative, i costi dei viaggi. Oggi si vincono le barriere grazie anche ai social network, alle videochiamate: si possono fare i controlli a casa, veicolare tutte le informazioni alla sede centrale e venire a Lugano solo le volte necessarie, ad esempio per il prelievo degli ovociti o per il transfer embrionale.

Di solito, negli incontri al Sud c’è la tendenza ad avere le sale vuote perché c’è una sorta di pudore a mostrarsi come coppia infertile. Per fortuna abbiamo visto che a Matera non è stato così, sicuramente il Centro Anvamed ha aiutato a sensibilizzare. È importante essere informati, incontrare gli specialisti, rompere il ghiaccio per capire come gestire l’infertilità. Abbiamo scoperto ancora di più quanto siamo in linea con i colleghi di Anvamed: abbiamo in comune la volontà di avere strutture basate su un codice etico e non su codici commerciali, del profitto. Al centro di tutto ci sono le coppie e il loro benessere.”

Le fa eco la dottoressa Chaimae Zehhaf, ostetrica, responsabile team Aiuto Medico e Sala Operatoria Next Fertility ProCrea: “Ringraziamo particolarmente il centro Anvamed perché grazie al suo sostegno siamo riusciti a creare questa rete che è molto importante sul territorio, indispensabile per indirizzare le coppie dagli specialisti giusti nel più breve tempo possibile per mirare quanto prima l’obiettivo di raggiungere una gravidanza. Sappiamo che il fattore tempo, per la fertilità sia femminile sia maschile, è molto importante”.

“Rispetto a un tema così delicato c’è ancora tanto retaggio, tanti pregiudizi e preconcetti che per fortuna vengono in qualche maniera eliminati grazie agli studi e alle evidenze scientifiche – afferma la dottoressa Caterina F. Armandi, psicologa clinica e della salute – Psicoterapeuta Poliambulatorio medico chirurgico Anvamed –   Nel momento in cui una gravidanza non avviene spontaneamente, per una coppia non è facile parlarne. Abbiamo l’immaginario sociale della gravidanza naturale, per cui anche l’idea di scegliere di prendere la strada di una fecondazione assistita, o comunque una strada alternativa, può essere vista dalla coppia come qualcosa che è sbagliato, una sorta di fallimento caratterizzato da sensazioni di impotenza, di inadeguatezza e di vergogna.”

Presenti anche Andrea Barlocco, Direttore Generale Next Fertility ProCrea, Piero Papietro e l’Avv. Emanuela Di Brizio, soci amministratori di Anvamed.

Rossella Montemurro

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