
“Napoli significa molte cose: una centralità assoluta nell’Europa mediterranea, un’urgenza di autorappresentarsi che non ha eguali nel mondo, un patrimonio di melodie impareggiabili e un’oleografia persistente che resiste a ogni tentativo di sfoltimento. È la stratificazione culturale più colta che convive, con naturalezza, con la sciatteria, le chiese barocche e la superstizione.
Una città-mondo straordinariamente generosa, che non si è mai accontentata di stare ferma a guardare il proprio mito. Non ha mai smesso di raccontarsi, incidendo profondamente sulla propria identità.”
Il giornalista, scrittore e docente universitario Michelangelo Iossa racconta la sua Napoli in modo inedito: lo fa attraverso il successo di decine di personaggi – scrittori, musicisti, cantanti, attori, calciatori artisti… – che pur non essendo nati nel capoluogo campano ne sono strettamente legati. Non siamo napoletani. I 100 non napoletani che hanno fatto grande Napoli (Edizioni Mea, prefazione di Renzo Arbore) è la dimostrazione che l’identità partenopea non è un gene, ma una calamita che attrae chiunque la sfiori, rendendolo più napoletano dei napoletani stessi.
In 100 biografie-simbolo, ciascuna accompagnata da un QRCode che rimanda a un brano, ideale colonna sonora plasmata sul soggetto della bio, Iossa svela l’anima partenopea di persone che, nell’immaginario collettivo vengono immediatamente accostate a Napoli – pensiamo a Maradona o San Gennaro – e di tante “insospettabili” – Mozart, Lino Banfi, Stanley Tucci… – che si rivelano profondamente napoletane.
Lo stile ritmato e diretto di Iossa, le venature poetiche, la capacità di cogliere l’essenziale e l’aver evidenziato curiosità e chicche inedite, rendono la lettura piacevole.
“L’omaggio più alto e definitivo a quella stagione rimase scolpito nelle parole dello stesso Wolfgang, – scrive nella scheda dedicata a Mozart – consapevole del primato della città: ‘Quando avrò composto un’opera per Napoli mi si ricercherà ovunque: con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania’. In quel breve e densissimo soggiorno, il genio di Salisburgo ricevette il definitivo battesimo della melodia: Napoli gli consegnò le chiavi dell’anima musicale del mondo.”
Matilde Serao, invece, “portava Napoli addosso come un vestito stretto che non si toglie mai, nemmeno per dormire. Ha dimostrato che questa città appartiene a chi la sa raccontare senza tradirla, a chi la ama non per i suoi meriti, ma nonostante le sue colpe. Matilde la Greca, Matilde la Napoletana: una donna che ha trasformato l’inchiostro in vita e il giornale in una preghiera laica per gli ultimi”.
Il lungo filo rosso di uomini e donne che hanno scelto di “essere” napoletani, di lasciarsi abbracciare da una Città-mondo e abbandonarsi alla sua poesia profonda, si dipana come un viaggio nel cuore pulsante di Napoli, una rilettura dell’identità che celebra l’accoglienza e la metamorfosi.
Da oltre trent’anni, Iossa firma articoli per alcune delle principali testate italiane, tra cui Corriere della Sera, Corriere del Mezzogiorno e altre pubblicazioni del gruppo RCS. Docente presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” dal 1999, con oltre 45.000 copie vendute è considerato uno dei più autorevoli e apprezzati divulgatori italiani nell’ambito della musica e della cultura pop. Nel corso della sua carriera ha dedicato libri ai Beatles, Michael Jackson, Pino Daniele, Harry Styles, Rino Gaetano e alle colonne sonore della saga di James Bond. Ha ricevuto il Premio per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato recentemente insignito di due importanti riconoscimenti: il Premio Eccellenza Italiana 2026 (Italy Award) nell’ambito degli Stabiae Award, e il Premio Eccellenze Campane 2026 nell’ambito della manifestazione Emozioni in Piazza, a Napoli. Ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti nazionali.
Foto R.Piccirillo
Rossella Montemurro
