Site icon TuttoH24.info

“Quando il cielo si è spento”: parlare del dolore può salvare una vita. L’impegno di Vito Colucci per sensibilizzare in modo capillare sulla tematica dei suicidi giovanili

“(…) Sarebbe bastato parlarne con noi come parlavi di tutto il resto, e insieme come sempre avremmo trovato la strada. Ora, invece, è tutto franato e non posso pensare che questa fosse la tua vera scelta. Il tuo sguardo non è riuscito a vedere lontano; sapendo che anche la notte più buia e lunga prima o poi rivede la luce del sole. Le tue sofferenze sono finite, ma le hai lasciate per sempre a noi, e non posso credere che tu lo abbia fatto deliberatamente. Tu, che eri sensibili al bene degli altri, come avresti potuto?”
Quel 19 febbraio 2023 a Matera, è stato come se sulla famiglia Colucci fosse esplosa una bomba atomica, ricorda papà Vito. Suo figlio Gabriele, di soli 22 anni, si tolse la vita. Niente – come spesso accade in questi casi – poteva far intuire il suo gesto: era uno studente brillante di Matematica a Torino, appassionato di Calisthenics, aveva un carattere altruista, sempre pronto a mettersi a disposizione e ad aiutare il prossimo.

La sua storia è tra le pagine di Quando il cielo si è spento. Suicidio e sopravvivenza. (FdBooks, prefazione di Rocco Luigi Gliro) scritto in prima persona da Vito: è un doloroso collage di ricordi, tanti sensi di colpa – “Mi manchi e non puoi neanche immaginare quanto. Se solo avessi capito, ora non vivrei una vita impossibile. Se solo avessi capito, ma non l’ho fatto” –, lettere di amici e familiari, riflessioni di esperti e una sezione dedicata alla prevenzione del suicidio e alla nascita del progetto Villa Gabbo, un luogo pensato per trasformare il dolore in speranza e accoglienza. Vito ha infatti avviato una raccolta fondi per poter acquistare un casale dove, spiega, “poter ospitare ragazzi che sentono un vuoto dentro e che, come mio figlio pensano di non voler più vivere”.

Il dolore e il senso di vuoto per una perdita incommensurabile pervadono, dall’inizio alla fine, questo libro toccante. Lo strazio del gesto di Gabriele, la non vita di papà Vito, mamma Angela e di Antonello e Letizia, diventano il punto di partenza per sensibilizzare in modo capillare su una tematica scomoda ma attualissima, quella dei suicidi giovanili. Solo parlando, infatti – per quanto possa essere difficile, è un tormento costante – si può far luce su situazioni che, se intercettate in tempo, potrebbero avere esiti diversi.

Quello di Vito – che ha affrontato insieme a sua moglie l’esperienza più difficile che un genitore possa vivere – è un impegno civile per la prevenzione del suicidio e Quando il cielo si è spento non è solo una testimonianza, ma un invito alla consapevolezza. Il lettore trova in queste pagine una ferita che diventa forza, un amore che sopravvive alla perdita e un messaggio universale: parlare del dolore può salvare una vita.

Rossella Montemurro

Pubblicità
Exit mobile version