Prosegue fino a giovedì 26 marzo, nel Salone degli Stemmi dell’Episcopio di Matera, la mostra “Luce da Luce. Nicea 1700 anni dopo”, proposta dalla Diocesi di Matera-Irsina nell’ambito delle iniziative culturali che accompagnano il percorso di Matera Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
L’esposizione, curata dalla Pontificia Università della Santa Croce e dall’Associazione Patres, nasce in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea (325 d.C.), uno degli eventi più significativi nella storia del cristianesimo e della cultura del Mediterraneo.
In quel contesto, la Chiesa delle origini si confrontò, in dialogo con la cultura del proprio tempo, con una delle questioni più decisive della propria identità: dare ragione del fatto che in Gesù Cristo Dio è entrato nella storia umana.
Proprio a Nicea venne formulata la professione di fede che ancora oggi i cristiani recitano nella liturgia, con l’affermazione che il Figlio è “Dio da Dio, luce da luce …”, da cui la mostra prende il titolo.
In quel mondo, attraversato come oggi da visioni e sensibilità differenti, emerse un cammino comune di ricerca di senso e di unità: Nicea divenne così uno dei primi grandi laboratori di mediazione culturale del Mediterraneo.
La mostra propone un percorso storico e culturale che non si limita a rievocare un evento del passato, ma ne evidenzia la sorprendente attualità, accompagnando il visitatore nella comprensione dell’origine della fede cristiana.
In questa prospettiva, la mostra si configura come un’occasione preziosa per promuovere un confronto su temi di grande attualità: il rapporto tra tradizione e contemporaneità, tra identità e dialogo, tra pluralismo culturale e costruzione della pace.
Il progetto trova una significativa consonanza con il tema “Terre Immerse”, scelto per Matera – Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026: l’immagine dell’antica basilica di Nicea, oggi sommersa dalle acque del lago di Iznik, diventa una metafora eloquente di ciò che, pur apparendo lontano o sommerso, continua a sostenere il presente.
L’esposizione è visitabile fino a giovedì 26 marzo con diverse modalità: visite individuali supportate da audioguide, disponibili in diverse lingue e visite guidate per gruppi prenotabili gratuitamente tramite messaggio di testo al numero WhatsApp 329 2024325.
Nelle scorse settimane la mostra, su iniziativa della Fraternità di Comunione e Liberazione e in accordo con le Diocesi lucane, è stata allestita anche a Potenza, Bernalda e Senise.
