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Prevenzione e diagnosi precoce alleate preziose: dal palco di “Storia di Donne” l’importanza di prendersi cura di sé

Scardinare il senso di vergogna che può insorgere nel momento in cui si ha un problema di salute è fondamentale: prevenzione e diagnosi precoce sono alleate preziose ed è indispensabile anche aderire agli screening disponibili. L’ errore più comune, infatti, è pensare di non avere bisogno di prevenzione e a questo concetto spesso contribuisce anche l’ansia per l’esito.

Ieri a Matera, per la terza serata di “Storia di Donne” – la rassegna promossa dall’Associazione Maria SS. Della Bruna nell’ambito delle iniziative collaterali al 2 Luglio –, sul tema “Prendersi Cura di Sé. La prevenzione come atto d’amore verso la vita” hanno relazionato le dottoresse Beatrice Di Venere (Direttore U.O.C. Chirurgia generale P.O. Policoro), Antonella Carbone (Direttore U.O.C. Endocrinologia e Malattie metaboliche), Carmela Montemurro (Direttore U.O.C Pediatria e Neonatologia) e il direttore dell’U.O.C. Ostetricia e Ginecologia, dott. Giuseppe Trojano.

L’importanza di ascoltare il proprio corpo, la prevenzione in endocrinologia – a livello mediatico si parla tanto di diabete, la più comune malattia del sistema endocrino, probabilmente è un po’ più basso il livello di attenzione nei confronti delle malattie della tiroide  – e in ambito ginecologico, le differenze di genere anche in Pediatria sono stati gli argomenti affrontati dai medici.

Impossibilitata a partecipare di persona al talk, la dottoressa Margherita Maragno, Direttore U.O.C. Pronto Soccorso P.O. di Matera, ha voluto far giungere il suo pensiero attraverso un messaggio: “Sono convinta che il Pronto Soccorso sia il luogo in cui professionalità e umanità raggiungono la loro massima espressione. Qui il paziente è particolarmente fragile e, comprensibilmente, smarrito: si trova in un contesto non familiare, spesso in una situazione di urgenza e con un problema di salute più o meno grave. In questi momenti, anche un semplice sorriso, una parola gentile o uno sguardo rassicurante possono fare davvero la differenza”.

In merito alla prevenzione, per la dottoressa Maragno “si può e si deve fare ancora molto. La prevenzione non è soltanto un insieme di controlli medici, ma una vera cultura della salute che deve accompagnare le persone in ogni fase della vita. Spesso interveniamo quando la malattia è già presente, mentre la sfida è arrivare prima: attraverso stili di vita sani, screening, vaccinazioni, educazione sanitaria e una corretta informazione.
Definire la prevenzione un atto d’amore verso la vita è particolarmente appropriato perché significa prendersi cura di sé, ma anche della propria famiglia e della comunità. Ogni cittadino che aderisce a un programma di prevenzione compie una scelta di responsabilità verso sé stesso e verso gli altri.
Come operatori sanitari dobbiamo continuare a essere presenti nei luoghi della vita quotidiana delle persone, nelle scuole, nelle piazze e durante eventi come questa festa, per rendere la prevenzione sempre più accessibile, comprensibile e vicina ai cittadini.
Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel nostro Paese e nel mondo. Eppure gran parte dei fattori di rischio che le determinano sono prevenibili: controllo della pressione arteriosa, abolizione del fumo, attività fisica, alimentazione corretta e aderenza alle terapie.
A conferma la vaccinazione è probabilmente il più grande successo della prevenzione moderna: secondo OMS e partner internazionali, negli ultimi 50 anni le vaccinazioni hanno salvato oltre 154 milioni di vite nel mondo, l’equivalente di circa sei vite ogni minuto”.

“Storia di Donne” è stato ideato da Matteo Marchitelli del Comitato Esecutivo dell’Associazione Maria SS. della Bruna e condotto dalla giornalista Rossella Montemurro.

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