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Piazza di Siena guarda al futuro: il ruolo del Sud Italia 

Il Sud Italia riceve spazio e la responsabile regionale azzurro donna del turismo Anna Maria Gallo fissa nuovi obiettivi. Ogni anno Piazza di Siena racconta il meglio dell’equitazione mondiale, la Federazione Italiana Sport Equestri ha fatto un ottimo lavoro nel riconoscere al Sud molto più spazio rispetto al passato, ma la presenza meridionale ai massimi livelli di Piazza di Siena resta ancora inferiore rispetto al peso storico di alcune regioni del Centro-Nord. Il futuro del movimento italiano deve avere una nuova sfida: dare maggiore visibilità ai talenti che crescono nel Mezzogiorno. Concepire il concorso non soltanto come competizione di altissimo livello ma simbolo di un’equitazione che guarda al futuro e che vuole rappresentare l’intero Paese. Molti operatori del settore evidenziano ancora una difficoltà strutturale per il Sud: gran parte dei grandi circuiti, delle trasferte più frequenti e delle opportunità agonistiche si concentra nel Centro-Nord, con costi logistici maggiori per cavalieri, famiglie e circoli meridionali. Questo rende più complesso costruire continuità ad alto livello. La valorizzazione del Mezzogiorno passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro svolto dagli allevamenti meridionali, dalla promozione delle eccellenze territoriali e dalla creazione di nuove occasioni di formazione e crescita sportiva. Investire sui giovani del Sud significa ampliare la base del movimento equestre italiano e costruire nuove opportunità per le future generazioni. Dalle scuderie della Puglia ai centri ippici della Sicilia, passando per Campania, Calabria e Basilicata, esiste una realtà sportiva dinamica che merita di essere protagonista sui palcoscenici più prestigiosi. Non si tratta di una rivendicazione astratta, ma di un obiettivo concreto: portare più binomi del Sud Italia ai massimi livelli del circuito nazionale e internazionale, a partire proprio da Piazza di Siena, che rappresenta oggi il punto più alto dell’equitazione italiana. Il percorso passa da alcuni pilastri fondamentali. Il primo è la crescita tecnica dei giovani cavalieri e amazzoni, attraverso programmi di formazione continui, stage federali e una maggiore integrazione tra i centri ippici meridionali e il circuito nazionale. Il secondo è il rafforzamento del sistema allevatoriale del Sud, che può diventare un motore strategico per la produzione di cavalli sportivi competitivi, in grado di confrontarsi ai massimi livelli. Un altro punto cruciale, per il quale la federazione ha fatto azioni lodevoli è il welfare e tutela del cavallo atleta. Piazza di Siena non è più soltanto una competizione internazionale di altissimo livello, ma un luogo dove sport, sostenibilità e benessere animale diventano parte dello stesso progetto. Negli anni, la collaborazione tra il Ministero della Salute e la Federazione Italiana Sport Equestri ha rafforzato l’attenzione verso la gestione responsabile degli equidi, promuovendo protocolli dedicati alla tutela del cavallo sportivo e alle buone pratiche di benessere animale. Anche il tema della “seconda vita” dei cavalli dopo la carriera agonistica sta assumendo un ruolo sempre più importante. Durante le recenti edizioni di Piazza di Siena sono stati valorizzati progetti dedicati al recupero, al riaddestramento e al reinserimento degli equidi in attività sportive, terapeutiche e sociali, dimostrando come il rispetto dell’animale debba accompagnare ogni fase del suo percorso. Per il Sud Italia questa visione rappresenta una grande opportunità. Crescere nel mondo equestre significa infatti investire non soltanto nei risultati sportivi, ma anche nella qualità delle strutture, nella formazione dei tecnici, nella cultura del benessere animale e nella valorizzazione del cavallo come patrimonio sportivo, sociale ed educativo. Il futuro che il Mezzogiorno vuole costruire passa da qui: più competitività, più formazione, più presenza nelle grandi manifestazioni internazionali e una centralità sempre maggiore del welfare animale come valore irrinunciabile dell’equitazione moderna. Ringrazio vivamente la Federazione Italiana Sport Equestri, per il suo lavoro di armonizzazione dei territori che negli ultimi anni ha avviato e oggi l’ invito è quello di costruire un sistema in cui la distanza geografica non sia più un limite, ma una risorsa da superare attraverso programmazione, investimenti e continuità tecnica. Il Sud ha un potenziale evidente. Non manca la passione, non mancano le strutture in crescita, non mancano i giovani talenti. Manca invece, spesso, una filiera completamente strutturata che accompagni in modo stabile l’atleta dall’esordio fino al livello internazionale. È proprio su questo punto che si gioca la sfida dei prossimi anni. Piazza di Siena può diventare il simbolo di questo cambiamento: non solo il luogo dove si celebra l’eccellenza già consolidata, ma anche il palcoscenico dove si affermano nuove realtà. Portare il Sud Italia con più continuità in questo contesto significa allargare la base competitiva dell’intero movimento nazionale. L’obiettivo è chiaro: costruire una presenza meridionale stabile nelle competizioni di alto livello, aumentare la rappresentanza dei binomi del Sud nelle selezioni nazionali e trasformare i centri ippici del Mezzogiorno in poli di riferimento per la crescita tecnica. Il futuro dell’equitazione italiana passa da qui. E il Sud oggi, felice del riconoscimento della Federazione, non chiede concessioni: chiede spazio attraverso il merito, la programmazione e la continuità del lavoro. 

Attraverso lo sviluppo dello Sport Equestre – aggiunge Dina Ravera, CEO e Founder di Destination Italia Group – l’Italia può diventare il Paese dove andare tutto l’anno per esercitare tale sport ad ogni livello, portando grande valore economico agli splendidi territori del Sud x offrire esperienze straordinarie e uniche a 360’ (anche medio lunghe, per i nomadi digitali e il silver tourism) in ogni stagione dell’anno ad un turismo straniero di qualità, creando così centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro per nuove piccole e medie aziendeTutto questo può contribuire significativamente a mettere fine al terribile fenomeno dello spopolamento che sta devastando l’inestimabile patrimonio paesaggistico, artistico e culturale delle aree interne e delle Isole minori del Sud.

Nella foto il cavaliere materano Emanuele Gaudiano durante la Coppa delle Nazioni

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