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Nuove linee guida statunitensi sulla dieta, intervista alla dott.ssa Martina Di Lecce: “La nutrizione e la scienza seguono l’evoluzione della società che studiano. Diversi stili di vita e qualità delle materie prime sono chiavi di lettura differenti per il consumatore USA e italiano a confronto”

Non smette di far discutere il Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 (le linee guida statunitensi sulla dieta) che ridefinirebbe le priorità nutrizionali. Ma, in concreto, come va letta ed interpretata la nuova piramide nutrizionale degli States?

Ne abbiamo parlato con Martina Di Lecce, dietista e dottoressa magistrale in Nutrizione Umana. 

Negli Stati Uniti qualche settimana fa è stata proposta una revisione delle linee guida alimentari. La piramide nutrizionale, che da decenni è un punto di riferimento per una dieta equilibrata, è stata “rovesciata”: nella parte più larga della piramide ci sono alimenti fonti di proteine e grassi, latticini, accanto a frutta e verdura, e al vertice i carboidrati. Quali sono le differenze rispetto alla “nostra” piramide alimentare?

“Siamo mondi molto lontani dagli USA, anche per quanto riguarda l’alimentazione. Basti pensare che la nostra piramide alimentare SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) 2025 ultimamente redatta, pone alla base una serie di oltre-alimenti: convivialità, attività fisica, sostenibilità, riduzione degli sprechi alimentari, idratazione e consumo di acqua come alimento, controllo della massa corporea, biodiversità, esercizio, attenzione allo stile di vita complessivo e alimentazione sana. 

La gerarchia alimentare si basa sui consumi giornalieri o saltuari degli alimenti. Nei consumi giornalieri, la base della piramide, abbiamo frutta, verdura e oli, quindi frutta secca oleosa, pane e grani, latte. Tra i consumi settimanali troviamo formaggi freschi, legumi, prodotti della pesca, uova e patate.

L’apice della piramide rappresenta gli alimenti che dovrebbero essere consumati occasionalmente come dolciumi, insaccati, prodotti trasformati.

La piramide alimentare USA Real Food, per quanto ci faccia pensare alla sregolatezza (una piramide invertita?!), pone l’attenzione sulla scelta degli alimenti da consumare quotidianamente. E deve farci pensare a una cosa: la piramide è lo specchio della società. Gli studi USA vogliono spingere i consumatori a cui si rivolgono a scegliere real food, difatti il loro slogan è “eat real food” e cioè mangiare cibo vero e non ultraprocessato, scelta invece consueta per il consumatore medio americano. Chiaramente, per promuovere questo stile è necessario incrementare oli, grassi e proteine (la base di questa piramide) rispetto ai carboidrati (apice, preferendo gli integrali). Dolciumi o cibi processati o ultraprocessati non sono per niente menzionati, se notiamo bene. Questo perché più del 90% degli statunitensi deve curare patologie metaboliche, associate a cattive abitudini alimentari e stili di vita sedentari. E oltre il 70% degli americani è sovrappeso e obesa.

Chiaramente, questa impostazione si basa sugli studi dei diversi fabbisogni della popolazione, ad esempio il fabbisogno proteico è maggiore in USA rispetto all’Italia. Questo dato è importante se, infatti, vogliamo dare una lettura ancora più approfondita delle due piramidi a confronto.

Diversi stili di vita, qualità delle materie prime, attenzione alla salute e approccio alla preparazione dei cibi, sono chiavi di lettura differenti per il consumatore USA e italiano a confronto. E, chiaramente, per questo non possiamo fare paragoni!”

Cosa comporterebbe seguire il regime alimentare proposto dagli Stati Uniti?

“Sicuramente questa nuova proposta alimentare ha suscitato in noi un grande sconvolgimento. Ma, come abbiamo detto, la nutrizione e la scienza seguono l’evoluzione della società che studiano. Non me ne vogliano i colleghi e le colleghe, ma potrebbe non succedere nulla seguendo questa piramide, tutt’al più incrementeremmo il consumo   proteico. Ma l’alimentazione non è mai solo cibo, per cui io sconsiglierei di seguire le indicazioni USA perché trovo più preziose quelle SINU 2025, italiane. Noi siamo decisamente più attenti agli aspetti che spaziano oltre l’alimentazione, come già accennato. SINU 2025 sottolinea alla base dell’alimentazione non cibo ma attenzione alla scelta degli ingredienti, spirito critico individuale e collettivo, etica ambientale e alimentare, rispetto del corpo e ricerca della salute attraverso l’idratazione, l’attività fisica e il controllo del peso. Noi siamo indubbiamente molto più avanti da questo punto di vista, non abbiamo niente da invidiare agli studi e proposte salutari USA.”*

Quali sono i suoi consigli?

“Consiglio di prestare attenzione alla materia prima; cercare di scegliere prodotti locali, freschi, stagionali; cercare, nei piatti consumati, di riconoscerne le componenti e preferire alimenti veri rispetto a cibi molto elaborati o processati; mangiare in compagnia, dormire bene, bere acqua e restare attivi. Lasciamo anche che ogni tanto qualche peccato di gola venga commesso, siamo umani!”

La dottoressa Di Lecce concilia l’amore per il cibo e la cucina alla scienza e nutrizione. Studia come gli alimenti possano migliorare la qualità della nostra vita, magari proponendo una bella ricetta. Crede fortemente nei valori dello sport e lo pratica da sempre: è istruttrice 1° Livello FIPE, istruttrice e cintura nera di Kickboxing.

Rossella Montemurro

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