
Il volersi bene e la cura di sé hanno un ruolo fondamentale per evitare di rimanere vittime di violenza di genere. Lo ha sottolineato ieri dal palco di “Storia di Donne”, nella piazzetta antistante la Fabbrica del Carro, il prefetto di Matera dott.ssa Cristina Favilli lodando l’iniziativa dell’Associazione Maria SS. della Bruna che ha come main sponsor Cloé Estetica-SPA-Pilates della dott.sssa Nisia Martino.
Ospiti autorevoli per affrontare il tema “Non chiamatelo amore”: insieme alla dott.ssa Favilli, il questore dott.ssa Emma Ivagnes, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco ing. Amalia Tedeschi, la dott.ssa Caterina Rotondaro e la dott.ssa Brunilde Paradiso.
Su una tematica, purtroppo ancora di stretta attualità, si è parlato degli strumenti disposizione delle donne che stanno vivendo una situazione critica, sottolineando la presenza costante delle Forze di Polizia, sempre in prima linea per contrastare l’odioso fenomeno della violenza contro le donne.
La dott.ssa Ivagnes ha ribadito di fare attenzione e non sottovalutare i cosiddetti reati spia, una sorta di campanello d’allarme (tipo il divieto imposto di frequentare determinate persone o, ad esempio, una palestra, imposto dal partner alla compagna) che possono essere il preludio per un’escalation. La gelosia e il senso del possesso non sono cose naturali, ma violenza psicologica; impedire alla propria compagna di andare a lavorare è violenza economica; costringere a un qualunque atto sessuale una moglie o una fidanzata è, a tutti gli effetti, violenza sessuale. Con l’ammonimento, un provvedimento che richiede pochissimo tempo, e un’istruttoria veloce, si può intervenire prima che sia troppo tardi. Inoltre, il questore ha ricordato “YouPol”, un’applicazione mobile gratuita sviluppata dalla Polizia di Stato che permette ai cittadini di interagire con le forze dell’ordine e inviare segnalazioni, anche in forma anonima, riguardanti episodi di violenza domestica, bullismo, spaccio di droga.
L’ing. Tedeschi – da pochi mesi a Matera, è stata Comandante dei Vigili del Fuoco di Biella, ha lavorato per tredici anni come funzionario direttivo al Comando di Genova – ha raccontato il suo percorso nel Corpo dei Vigili del Fuoco, quando ancora gli ambienti delle caserme non erano “a misura di donna”, così come non erano adeguate le divise e le scarpe in dotazione. Nonostante il numero delle donne nel Corpo sia considerevolmente aumentato e sua distribuito su tutti i ruoli con funzioni operative su 37.200 vigili del fuoco professionisti, poco più di 2mila sono donne. Numeri esigui per una professione che nell’immaginario collettivo è ancora tendenzialmente maschile.
La dottoressa Rotondaro, psicologa e psicoterapeuta, referente per il Comune di Matera delle Politiche di Genere, ha illustrato le iniziative messe in campo dal Comune di Matera per contrastare il fenomeno della violenza e per sostenere le donne. Tra queste, il servizio di prevenzione che si esplicita attraverso le azioni della Rete Donna, un vasto sistema di organizzazioni presenti a Matera che si occupano, a vario titolo e con diverse competenze di azioni, del contrasto alla violenza di genere nella fase della prevenzione. Le organizzazioni della Rete Donna (è presente anche l’Associazione Maria SS. della Bruna) sono le sottoscrittrici di un protocollo d’intesa. Nella città dei Sassi anche uno sportello di ascolto aperto 24 ore su 24; il CAV, il Centro Antiviolenza, collegato al 1522 dove le donne vengono accolte e seguite e il CUAV, il Centro per Uomini Autori di Violenza.
Infine, è intervenuta la dottoressa Brunilde Paradiso, educatrice professionale, che da dicembre 2023 collabora con la Fondazione Pangea come operatrice per la segreteria organizzativa presso l’Hub di Imprenditoria Femminile (in collaborazione con il Comune di Matera) che rientra nel progetto “Reama Reloaded”. Dallo scorso anno la Fondazione Pangea gestisce lo sportello antiviolenza e la casa rifugio del comune di Matera dove la dottoressa opera come operatrice di sportello.
