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Monsignor Benoni Ambarus presidente della Caritas Italiana: gli auguri del presidente Bardi e del dott. Bitetti, responsabile della Fraternità di Comunione e Liberazione della Diocesi di Matera-Irsina

“Una notizia che porta il cuore della nostra terra alla guida della solidarietà nazionale”. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, esprime il suo compiacimento per l’elezione di Monsignor Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico, a Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute e, di conseguenza, alla presidenza di Caritas Italiana. “La scelta dei vescovi italiani – dice Bardi – premia una figura di sensibilità umana e pastorale, da sempre vicina agli ultimi e profondamente radicata nel tessuto delle nostre comunità locali. In questi anni Monsignor Ambarus ha saputo ascoltare e raccogliere le fragilità del nostro territorio con lo sguardo lungo di chi sa trasformare la carità in gesti concreti di riscatto sociale. In un momento storico in cui le povertà cambiano volto e colpiscono sempre più da vicino le famiglie – aggiunge Bardi – il legame sinergico tra le istituzioni e il mondo del volontariato è vitale. Sono certo che Monsignor Ambarus saprà guidare la Caritas nazionale con la stessa sapienza, lungimiranza e concretezza che i cittadini di Matera, Irsina e Tricarico hanno imparato ad amare. A lui vanno i più sinceri auguri di buon lavoro da parte di tutta la Giunta e della comunità lucana”.

Gli auguri a mons. Ambarus giungono anche dal dott. Erasmo Bitetti, responsabile della Fraternità di Comunione e Liberazione della Diocesi di Matera-Irsina: “Auguri di cuore, a nome della Fraternità di Comunione e Liberazione, per il servizio di testimonianza alla carità che la Chiesa italiana le ha affidato.
Don Giussani ci ha insegnato che la carità è il “dono commosso di sè” che nasce dallo stupore per Cristo che, facendosi uno di noi, ha avuto pietà del nostro niente.
Ci disponiamo ad accompagnarla in questo servizio, nel modo e nelle forme che vorrà indicare alla nostra Chiesa locale”.

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