
Trame. Pittura e kimono è la nuova mostra che il famoso critico d’arte Mauro Di Ruvo inaugurerà il 9 agosto nelle Sale del Podestà di Città di Castello in piazza Matteotti.
Si tratta dell’artista Chigusa Kuraishi, che il critico d’arte aveva già conosciuto durante l’evento tenuto per il 150° anniversario dell’Università per Stranieri di Perugia, aprendo proprio la sua mostra estemporanea “Dialogue du vent e de la mer” al pubblico accademico.
Chigusa Kuraishi è una artista di origini giapponesi ma trapiantata a Perugia da quasi 50 anni, città dove ha importato un’Arte, con la sua primigenia gamma di colori e le sue emozioni tattili, del tutto sconosciuta alla cultura italiana e occidentale. E dopo 50 anni la sua arte continua a conservarsi come uno scrigno di bellezza inedita non solo per il capoluogo umbro ma anche per le altre realtà piccole e grandi del nostro Paese.
Il critico d’arte sarà introdotto al vernissage tifernate dall’artista perugino Mauro Tippolotti, il quale modererà l’intero evento patrocinato dall’Ente Comunale.
Il segreto contenuto nella bicromia oro-azzurro che caratterizza l’arte di Kuraishi sarà svelato dal critico attraverso una breve lectio che raffronterà l’arte di Kuraishi a quella del Perugino, “un antecedente storico che non deve essere trascurato nella pittura di Chigusa Kuraishi” – afferma il critico.
“La brillantezza delle forme e la tersa armonia dell’atmosfera che circonda i soggetti dal contenuto altamente simbolico di tradizione nipponica di Kuraishi, sono gli ingredienti che ella riceve in eredità dai locali capolavori umbri della stagione rinascimentale, quelli cioè Signorelli, del Pinturicchio, del Perugino e del Raffaello” – dichiara Di Ruvo alla redazione.
“Specialmente la sacralità del volto della pittura giovanile di Raffaello in Umbria, concentratasi non a caso proprio a Città di Castello per la committenza della Pala Baronci e del Gonfalone della Trinità, protagonista attuale di una prossima grande mostra internazionale, è la derivazione spirituale con cui il pennello di Kuraishi traccia le cosiddette “auree liriche” sulla tela. E – aggiunge, – sebbene non possa sembrarci, l’arte di Kuraishi è un’arte estremamente religiosa, quasi consacrata al deus oraziano”.
Per Di Ruvo la mostra che si terrà nella città tifernate dal 9 al 24 agosto, dalle ore 17.30, è una “costellazione di due pianeti lontani nel tempo ma che si allineano sotto un unico fascio di luce”.
Dopo la giovinezza di Raffaello, adesso la maturità intuitiva di Kuraishi a Città di Castello.
L’ingresso all’evento è gratuito fino a riempimento posti.
