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Matera, spaccio di sostanze stupefacenti: operazione Magnete della Guardia di Finanza, quattro persone arrestate

Nella giornata odierna, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica di Matera. Il provvedimento cautelare interviene nell’ambito di un procedimento penale relativo a una serie di condotte di acquisto, detenzione, confezionamento e cessione di sostanze stupefacenti, principalmente hashish e cocaina, che, secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal G.I.P. ai soli fini cautelari, sarebbero state poste in essere nel territorio materano da più soggetti, con modalità reiterate e in diversi contesti cittadini.

La diffusione del presente comunicato è giustificata dalla sussistenza di uno specifico interesse pubblico alla conoscenza della notizia, avuto riguardo alla natura dei reati per cui si procede, alla pluralità delle condotte contestate, al numero dei soggetti coinvolti, alla diffusività del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio cittadino e alla esigenza di assicurare una corretta informazione sull’attività istituzionale svolta dall’autorità giudiziaria e dalla polizia giudiziaria. La comunicazione viene effettuata nel rispetto dei principi di essenzialità, continenza e proporzione dell’informazione, nonché della presunzione di non colpevolezza degli indagati.

Le contestazioni, infatti, costituiscono ipotesi accusatorie formulate nella fase delle indagini preliminari e valutate dal Giudice esclusivamente ai fini dell’applicazione delle misure cautelari personali. L’ordinanza riguarda un procedimento complessivamente iscritto nei confronti di quindici persone. All’esito della valutazione cautelare, il G.I.P. ha disposto misure personali nei confronti di sette indagati.

In particolare, sono stati disposti: gli arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati; ’obbligo di dimora nel comune di residenza, con obbligo di presentazione quotidiana alla Guardia di Finanza territorialmente competente, nei confronti di altri tre indagati. Il procedimento penale riguarda, tuttavia, anche la posizione di ulteriori otto indagati, non destinatari di misura cautelare personale in questa fase. Nei loro confronti il procedimento prosegue nelle forme ordinarie, restando fermo che anche tali contestazioni costituiscono mere ipotesi accusatorie formulate allo stato degli atti e soggette alle successive verifiche processuali. Per tutti gli indagati, destinatari e non destinatari di misura cautelare, vale la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, hanno consentito di ricostruire, allo stato degli atti, 1 una pluralità di episodi di spaccio, approvvigionamento e detenzione a fini di cessione di sostanze stupefacenti, in un arco temporale significativo e con modalità ritenute dal G.I.P. indicative di una stabile operatività nel mercato locale degli stupefacenti. Tali elementi risultano dall’ordinanza cautelare allegata al procedimento. Secondo la ricostruzione accusatoria, alcune delle condotte sarebbero state caratterizzate da una suddivisione di ruoli tra i soggetti coinvolti: taluni avrebbero operato come fornitori o punti di approvvigionamento, altri come custodi, intermediari, addetti al confezionamento o incaricati della distribuzione agli acquirenti finali. Le attività investigative hanno inoltre documentato, secondo quanto ritenuto dal G.I.P. nell’ordinanza, l’utilizzo di applicazioni di messaggistica, anche con modalità comunicative criptiche, l’impiego di espressioni convenzionali per indicare le sostanze stupefacenti e l’individuazione di luoghi di incontro e consegna in varie zone della città. In più episodi, le cessioni contestate avrebbero riguardato quantitativi frazionati di hashish destinati allo spaccio al dettaglio; in altri casi, l’ipotesi accusatoria concerne approvvigionamenti di maggior rilievo, anche di cocaina, destinati alla successiva distribuzione a terzi. 11 provvedimento cautelare valorizza, tra gli altri elementi, il numero degli episodi contestati, la ripetitività delle condotte, le modalità operative ritenute consolidate, l’utilizzo di contatti stabili con fornitori e acquirenti, nonché il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie. In alcuni casi, le condotte sarebbero state commesse in contesti frequentati da giovani o comunque alla presenza di soggetti minorenni, circostanza che è stata oggetto di specifica valutazione nell’ambito dell’ordinanza cautelare. Il G.I.P., nel disporre le misure, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari limitatamente alle posizioni dei sette indagati destinatari delle misure personali, graduando le misure in relazione al ruolo attribuito a ciascuno, ai precedenti, alla natura delle condotte contestate e al pericolo di reiterazione. Per quattro indagati è stata ritenuta adeguata la misura degli arresti domiciliari, anche al fine di evitare ulteriori contatti con acquirenti o altri soggetti inseriti nel medesimo circuito illecito. Per altri tre indagati, ritenuti incensurati e destinatari di una valutazione cautelare meno intensa, è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora, accompagnata dall’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. L’ordinanza è stata emessa nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate costituiscono ipotesi accusatorie sottoposte al vaglio del giudice ai soli fini cautelari. Per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale sentenza definitiva di condanna

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