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Matera, il 19 aprile inaugurazione delle vetrate istoriate della chiesa di San Giacomo

Domenica 19 aprile 2026, la Chiesa di San Giacomo di Matera vivrà un momento di particolare rilievo spirituale, artistico e comunitario con l’inaugurazione delle nuove vetrate istoriate, un importante intervento che coniuga arte sacra, architettura contemporanea e profonda ispirazione religiosa. La serata avrà inizio alle ore 18:30 con la Santa Messa, presieduta da S. Em.za Rev.ma Cardinale Enrico Feroci, la cui presenza nella Chiesa di San Giacomo è prevista proprio in occasione di questo significativo appuntamento. A seguire, alle ore 19:30, sarà lo stesso Cardinale Enrico Feroci a inaugurare ufficialmente le nuove vetrate artistiche suggellando, con la sua presenza e il suo intervento, un evento di grande valore simbolico e culturale per la comunità parrocchiale e per la città di Matera. L’inaugurazione sarà accompagnata dagli interventi di Don Marco Di Lucca, parroco della Chiesa di San Giacomo, della storica dell’arte Milena Ferrandina e degli artisti Rocco Persia e Francesco Vitto dell’Opificio Picta Arte, protagonisti della realizzazione delle opere.

La Chiesa di San Giacomo, concepita negli anni Settanta e inaugurata nel 1985, rappresenta un esempio di architettura ecclesiale moderna italiana. Lo spazio liturgico, pensato secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, privilegia essenzialità, funzionalità e apertura comunitaria, evitando decorazioni ridondanti. Come osserva Milena Ferrandina “La chiesa di San Giacomo, proprio in quanto edificio nato in una stagione di riforma e di ridefinizione del linguaggio ecclesiale, si presta con particolare efficacia a questa operazione. La sua natura non storicista, l’assenza di stratificazioni decorative eccessive, fanno sì che l’intervento sulle vetrate non entri in competizione con un apparato preesistente, ma si proponga come un gesto di completamento e di intensificazione. Non si tratta, in altre parole, di “aggiungere immagini” a uno spazio già saturo di immagini, bensì di portare a compimento una vocazione latente dell’edificio: fare della luce un elemento costitutivo della sua identità liturgica e simbolica”. A livello stilistico, continua la storica “Le silhouette, spesso risolte per campiture sintetiche, si distendono entro la superficie con una misura che ricorda, per certi aspetti, tanto la severa economia compositiva delle vetrate medievali quanto certe soluzioni del vetro sacro novecentesco, dove il corpo non è più descritto in senso analitico, ma evocato come presenza

Il ciclo iconografico è dedicato interamente a Maria, scelta come filo conduttore del percorso spirituale dal parroco Don Marco Di Lucca: “Le vetrate non costituiscono soltanto un arricchimento artistico dello spazio sacro, ma si offrono come una vera forma di annuncio: una catechesi di luce, un racconto evangelico che si fa immagine, colore, contemplazione”. Le tre scene principali – Annunciazione, Nozze di Cana e Maria ai piedi della Croce – tracciano un itinerario che accompagna il fedele dall’inizio della storia della salvezza fino al compimento pasquale. Nell’Annunciazione, Maria accoglie il Verbo, incarnando il “sì” che apre la storia della salvezza; nelle Nozze di Cana emerge come Madre della fiducia e mediatrice che conduce al Cristo; nella Crocifissione manifesta fedeltà e presenza silenziosa ai piedi della Croce, diventando Madre della Chiesa e modello di vicinanza al dolore umano”. Don Marco sottolinea come Maria, attraverso la luce e il colore delle vetrate, continui a guidare i fedeli verso Cristo e a educare all’ascolto, alla compassione e alla contemplazione.

L’Opificio delle Vetrate Artistiche Picta Arte di Rocco Persia e Francesco Vitto, con sede a Conversano e attivo da oltre trent’anni, realizza l’intero progetto. Ogni fase della lavorazione, dalla progettazione alla messa in opera, segue la migliore tradizione artigianale dell’arte vetraria italiana. Come spiegano gli artisti, “una vetrata autentica non è soltanto un’immagine da guardare, ma una realtà da vivere: trova il suo compimento nello spazio sacro e accoglie i 17 pannelli nel rapporto quotidiano con la liturgia, la preghiera e il raccoglimento dei fedeli”.

Le nuove vetrate non rappresentano solo un arricchimento artistico, ma diventano una soglia spirituale, un invito alla contemplazione e alla memoria viva del Vangelo.

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