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Matera, giovedì 29 nella Libreria Di Giulio incontro con lo scrittore Dario Levantino promosso dalla Biblioteca della scuola “Nicola Festa” in collaborazione con l’Associazione Quartiere Lanera


In occasione de Il Maggio dei Libri, la Biblioteca della scuola “Nicola Festa” di Matera in collaborazione con l’Associazione Quartiere Lanera, il 29 maggio alle ore 18.30 presso la Libreria Di Giulio, promuove un incontro con lo scrittore Dario Levantino. L’evento rappresenta il momento conclusivo delle attività di promozione della lettura, strumento di crescita personale e culturale, organizzate dalla Biblioteca della “Nicola Festa”. Dialogherà con l’Autore la professoressa Monica Iorio.

Levatino, docente di italiano in un liceo di Monza, vanta un ricco curriculum letterario: Di niente e di nessuno (Fazi Editore, 2018), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2018, il Premio Letterario Subiaco Città del Libro 2018, il Premio Leggo QuINDI Sono 2019 ed è stato tradotto in Francia con il plauso della critica; Cuorebomba, tradotto in Francia, La violenza del mio amore (2021), Il cane di Falcone (Fazi Editore) e Il giudice e il bambino (Fazi Editore).

Questi ultimi due romanzi hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico e hanno conquistato il cuore dei ragazzi.

Con molta delicatezza, Il giudice e il bambino ripercorre le vicende di Paolo Borsellino e del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia a soli quindici anni dopo due di prigionia durissima e insensata: in paradiso Borsellino viene incaricato da Dio di risolvere casi particolari e delicati. Per un periodo, si occuperà di quelle anime che, per motivi diversi, hanno lasciato qualcosa di irrisolto sulla Terra. Appena gli capita faldone del piccolo Di Matteo, rifiutato da tutti gli altri funzionari in cielo, prende a cuore il bambino.

Nel romanzo Il cane di Falcone un cucciolo orfano di madre viene raccolto e accudito da un uomo. Quell’uomo è Giovanni Falcone, magistrato impegnato a contrastare la mafia nella Palermo insanguinata degli anni Ottanta. Uccio, più volte scampato alla morte, ha maturato un senso di giustizia che lo spinge a impegnarsi contro la malavita. Ma una notte, mentre si esercita ad affinare il suo latrato, da un palazzo lì vicino scende Giovanni Falcone, che lo accarezza e che, malgrado non possa portarlo a casa, lo accoglie amorevolmente nell’atrio del tribunale di Palermo, dove opera con il suo pool antimafia. Da quel momento, mentre si susseguono i tristi delitti di mafia, tra cane e padrone si instaura un’intensa amicizia, che verrà stroncata solo dal brutale omicidio del magistrato. Alla fine, vecchio e con le ultime forze, Uccio prende dimora nell’atrio del tribunale di Palermo per vegliare la statua del giudice presa di mira dai teppisti, mettendo in atto così la lezione più importante appresa da Falcone: il coraggio. È un racconto commovente e delicato che, con leggerezza e senza toni retorici, affronta un tema difficile e una delle pagine più buie della nostra Storia dimostrando che l’amore e il senso di giustizia possono trionfare su qualsiasi forma di violenza e sopraffazione.

L’incontro di giovedì 29 un’occasione preziosa per dialogare con l’autore, approfondire i temi delle sue opere e condividere riflessioni e domande.

Rossella Montemurro

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