“Miti e realtà della partecipazione politica: fra suffragio e astensionismo elettorale” è stato il tema trattato nel corso dell’incontro organizzato dall’Associazione culturale e politica Lettera 150 lo scorso martedì a Bari, presso la Biblioteca Ricchetti. La relazione di fondo è stata svolta da Ernesto Galli della Loggia, noto storico e docente della Scuola Normale di Pisa, nonché editorialista del Corriere della Sera. I lavori sono stati introdotti dalle docenti universitarie Loredana Perla e Simona Manca, referenti dell’Associazione Lettera 150 Puglia. Entrambe hanno posto l’accento sulla necessità, attraverso l’attività del sodalizio, di contribuire a vivacizzare il dibattito culturale su temi riguardanti la partecipazione dei cittadini e in particolare dei giovani alla vita pubblica. Sull’argomento abbiamo intervistato il prof. Gallidella Loggia.
Professore, quali sono a suo parere i motivi dell’astensionismo in Italia?
Il motivo principale dipende dalla classe politica. Le politiche che vengono messe in atto non attirano il voto, non interessano abbastanza gli elettori per motivarne la partecipazione. La colpa dell’astensionismo è sempre colpa della politica. La politica lo sa bene, infatti, ogni volta che c’è astensionismo elettorale i politici dicono sempre: “dobbiamo fare qualcosa!” Ma poi non fanno nulla, perché si tratterebbe di riformare sé stessi e la politica poche volte è in grado di riformare sé stessa.
Oggi abbiamo raggiunto un livello di astensionismo notevole…
Se le cose rimangono sempre le stesse, anzi peggiorano, è chiaro che è così. Nessun partito presenta un vero programma politico delle reali cose da fare che significa spiegare come si fa e chi lo deve fare. Su questo i politici non dicono mai nulla. Il fenomeno dell’astensionismo è fisiologico se si aggira sul 10 -15%. Qui invece si comincia ad arrivare alla maggioranza degli elettori! E’ un fenomeno, quindi, che chiama in causa pesantemente la classe politica.
Lei ha qualche suggerimento da dare?
Di cambiare, di fare un’offerta politica. La gente è motivata ad andare a votare per eleggere i deputati se li elegge veramente. Chi vota deve sapere chi elegge con nome e cognome. Gli elettori vogliono avere un deputato e non avere uno che sia amico del segretario del partito.
Quindi ci vorrebbe quantomeno una riforma elettorale in merito.
Il sistema elettorale è un formidabile aiuto che diviene invece un dissuasore per la partecipazione del popolo. A seconda del sistema si vota di più o si vota di meno!
Filippo Radogna
