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La dimensione affettiva del cibo nei “Racconti di cucina” dei piccoli studenti delle classi terza B e terza A dell’Istituto Comprensivo “Minozzi-Festa” di Matera

Far emergere la dimensione affettiva del cibo e far riflettere su come il gusto possa essere legato alle emozioni e alla memoria: obiettivo raggiunto per i piccoli studenti delle classi terza B (plesso Minozzi) e terza A (plesso Cappelluti) dell’Istituto Comprensivo “Minozzi-Festa” guidato dalla dirigente scolastica Alma Tigre. Con i consigli preziosi delle docenti Elvira Bianco e Simona Reale, responsabili del progetto, i bimbi hanno realizzato Racconti di cucina. Storia di uno chef alla ricerca delle proprie origini. Si tratta di racconti sensoriali legati ai sapori e alla tavola della tradizione lucana.

Un improvviso blocco creativo getta nel panico Eustachio, detto Stachiuccio, il famoso chef del ristorante materano “La Brnet”: tra una settimana la città dei Sassi ospiterà il presidente della Repubblica francese per un evento culturale e il sindaco ha dato a Stachiuccio l’incarico di occuparsi del menu. Una prova davvero difficile, che manda in crisi lo chef. Tra sogno e realtà, a dargli una mano c’è Ciccio Mabbuffo un simpatico topolino che somiglia al ben più noto Ratatouille: con la complicità di un gruppo di bambini che frequentano la scuola elementare scopre storie e ricette di piatti legati alla tradizione materana raccontati dai nonni. Fave e cicorie, la cialledda, la pignata, la crapiata, le strazzate sono solo alcune delle prelibatezze che, in qualche modo, aiuteranno Stachiuccio. Insomma, attraverso i profumi e i racconti dei nonni, il cuoco riscoprirà i valori della cucina regionale.

Gli studenti hanno intervistato i nonni su ricette tipiche, rendendosi conto dell’importanza delle tradizioni e della ricchezza delle nostre tipicità. I piccoli reporter, con carta e penna, tanta curiosità e creatività si sono dati da fare: il loro entusiasmo, leggendo il libro, è contagioso. Non a caso Racconti di cucina è dedicato “Ai bambini, che sanno sempre guardare oltre gli orizzonti e trovare bellezza e speranza in tutto ciò che li circonda”.

Rossella Montemurro

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