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Imprenditoria femminile lucana: da Potenza all’intelligenza artificiale, la storia di Laura Bardi

L’imprenditoria femminile lucana è tra le più forti d’Italia, ma nell’innovazione tecnologica il divario resta ampio. Laura Bardi, potentina, trent’anni, due lauree in filosofia e un master al Corriere della Sera, ha lasciato un posto sicuro per voglia di osare e oggi guida un’impresa di intelligenza artificiale per il turismo.

Da un posto sicuro alla libera professione nel turismo

Per quattro anni ha lavorato al fianco del presidente di una grande azienda sanitaria lombarda, il tipo di posizione che al Sud si racconta come un traguardo e non come una tappa. Poi ha cambiato strada per voglia di osare, di costruire qualcosa che fosse suo, e ha cominciato a gestire case per le vacanze: un mestiere molto meno semplice di come lo si immagina da fuori. In pochi anni quell’attività è diventata Housebuddy, oggi partner ufficiale dell’agenzia RE/MAX Platinum.

Dieci anni fa Checco Zalone ha costruito sull’elogio del posto fisso una delle commedie di maggiore incasso del cinema italiano, con un protagonista pronto a farsi spedire al Polo Nord pur di non perdere lo stipendio garantito. Faceva ridere perché era vero. Ma i numeri hanno smesso di dargli ragione: delle 3.850 assunzioni programmate dalle imprese lucane per il solo febbraio 2026, secondo il monitoraggio Excelsior di Unioncamere, appena il 12 per cento riguardava posti stabili.

Il turismo in Basilicata cresce e cambia il lavoro di chi ospita

Il settore scelto stava intanto vivendo l’anno migliore della sua storia: per il 2025 l’Agenzia di promozione territoriale della Basilicata ha certificato un milione e 35 mila arrivi e 2,83 milioni di presenze, più 12,4 per cento sul 2024, con quasi un terzo dei visitatori dall’estero. Matera nel primo semestre 2026 è cresciuta di circa il sei per cento, ma con gli italiani in calo e soggiorni più brevi. Per chi ospita significa più lingue, più fusi orari e molti più messaggi, la stessa domanda sul parcheggio ripetuta a qualunque ora, perché il viaggiatore americano scrive quando in Italia sono le tre di notte: un lavoro invisibile nelle statistiche che però decide le recensioni.

Che cos’è BuddyChat, l’assistente di intelligenza artificiale per le case vacanza

BuddyChat nasce esattamente lì. È un assistente che risponde agli ospiti al posto della persona, nella lingua in cui hanno scritto e a qualunque ora, e passa la mano all’essere umano quando la domanda diventa delicata: un reclamo, una richiesta di rimborso, un problema serio in casa. Di recente si è aggiunta una voce che risponde al telefono e sono arrivati accordi con alcune delle principali realtà italiane di formazione per gli affitti brevi.

Con lei ci sono due soci siciliani, trentenni come lei, un economista e un ingegnere informatico: il legame con la Basilicata non sta nella sede, che è altrove, ma nelle origini di chi l’ha fondata. Prima di essere venduto, il sistema è stato collaudato per un anno sulle case che i tre gestiscono in tutta Italia.

Filosofia e intelligenza artificiale: che cosa ha senso delegare

È qui che quel percorso di studi smette di sembrare una curiosità biografica: stabilire che cosa significhi davvero una frase ambigua, e quando una risposta sia abbastanza fondata da poter partire, è un lavoro che ha un nome antico.

«Si ripete che l’intelligenza artificiale sostituirà il lavoro di milioni di persone – osserva la fondatrice di BuddyChat -. Chi viene dalla filosofia sa che la domanda giusta è un’altra: che cosa ha senso delegare a una macchina, e che cosa devo continuare a fare io? L’empatia, la creatività, la capacità di risolvere problemi e di prendere decisioni che hanno dentro dei valori: quello deve restare nostro.»

«BuddyChat non sostituisce chi gestisce una casa vacanza – aggiunge -. Gli toglie di mezzo un lavoro ripetitivo, che non porta valore, e gli restituisce tempo da dedicare a quello che conta davvero per la sua attività e anche alla sua vita privata.»

La parte difficile del mestiere, del resto, non è insegnare a una macchina a parlare. È insegnarle a fermarsi.

Imprese femminili in Basilicata: seconde in Italia, ma non nel digitale

La Basilicata fa impresa al femminile meglio di quasi tutte le regioni: secondo il rapporto Invitalia-Unioncamere le imprese guidate da donne pesano qui per il 26,5 per cento del totale, contro una media italiana del 22,2, seconde solo al Molise. Sull’innovazione tecnologica il quadro cambia: le imprese innovative a prevalenza femminile si fermano al 13,5 per cento nazionale, quota ferma da anni. Le donne del Mezzogiorno l’impresa la fanno eccome, ma sulla tecnologia le percentuali si dimezzano.

Dei lucani della sua generazione si scrive quasi sempre nel momento in cui salgono su un treno, e i numeri danno ragione a quel racconto: oltre quattromila laureati partiti in cinque anni, secondo Svimez. Una storia sola non li cancella, ma ricorda che quegli strumenti ogni tanto li mettono insieme tre trentenni del Sud, e una di loro è cresciuta a Potenza.

«Io ho avuto la fortuna di una famiglia che mi ha sostenuta – conclude Laura Bardi -. Vorrei solo che a una ragazza di Potenza con un’idea la prima domanda non fosse se conviene, ma che cosa le serve per provarci.»

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