
“Certo che ’sta menopausa è veramente uno sfinimento. E la pelle che si assottiglia, e i capelli che si diradano, e i muscoli che si smollano, e le ossa che si svuotano, e il cervello che badina, e la memoria che va per famiole, e gli scaldoni che ti brasano, e l’insonnia che ti snerva, e adesso anche la patata
che si secca… Ecchecazzo… Madre Natura qualcosa poteva anche risparmiarcelo.”
“Sono settantadue i sintomi della menopausa. Direi che ha fatto proprio un lavoro di fino. Non ci ha fatto mancare nulla. E non dimentichiamo l’umore che va sul tagadà. Ti svegli Sai Baba e due ore dopo ti trasformi in Baba Yaga.”
Solo lo humour caustico di Luciana Littizzetto – attrice comica, scrittrice e conduttrice televisiva e radiofonica – nel suo romanzo d’esordio, Il tempo del la la la (Mondadori), può contribuire con intelligenza e leggerezza a sdoganare il concetto di menopausa. In una trama ritmata e ironica, tra doppi sensi e battute, le sfumature di un’età delicata come i sessant’anni diventano il filo conduttore delle confidenze di tre amiche. Matrimoni in panne, momenti di crisi, sogni infranti ma soprattutto voglia di non mollare e desiderio di ricominciare: è così che vanno avanti, nonostante la sensazione che i sessanta più che un traguardo siano un flagello.
Torino, con i suoi angoli più suggestivi, fa da sfondo a una trama ritmata e brillante che, prendendo spunto da Lola, Ida e Maura vuole essere anche un monito per le donne. Questo importante giro di boa, infatti, non significa smettere di fare progetti o rinunciare alle proprie ambizioni o aspirazioni (amore compreso). Bisogna, invece, darsi ancora possibilità, lasciarsi andare, vivere nel presente senza rimuginare troppo nel passato perché tutto, insomma, può ancora succedere.
Una curiosità sul titolo di questo irresistibile romanzo: il tempo del la la la è la metafora della nota e fastidiosa nebbia cognitiva – la confusione mentale e i vuoti di memoria che fanno parte dei sintomi della menopausa. “Magari mi trovo semplicemente in un periodo la la la… riflette. Sai le canzoni che ogni tanto, a metà di un verso, di colpo restano senza parole e fanno “la la la” o “tata ta ta ta” o “du du du”…? Forse perchè l’autore in quel punto non ha proprio trovato quelle giuste. O gli è mancata la rima. E dire che fin lì era tutto perfetto, tutto procedeva alla grande, c’era persino della poesia, e poi… il nulla. Vuoto totale. Quindi che fa il cantante? Prende tempo. Lalleggia. Ecco, io la penso così. Credo anch’io di essere in un periodo della vita la la la… sospeso.”
Tanto per sdrammatizzare, dalle parole della Littizzetto: “La menopausa è il tempo delle queenager, un po’ queen e un po’ teenager: una categoria che sta prendendo forma, viva, scintillante e piena di una consapevolezza nuova”.
Rossella Montemurro
