sabato, 7 Febbraio 2026

Sulla base dei dati del 30 novembre 2025, sono 63.868 le persone detenute nelle 189 carceri italiane per adulti, a fronte di 61.861 alla fine del 2024. Nello stesso periodo, la capienza ufficiale del sistema penitenziario è passata da 51.312 a 51.275 posti, diminuendo di 37 unità. 

La Legge di Bilancio 2026 prevede l’assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria entro il 2028 e una spesa di 140 milioni di euro per l’ampliamento di alcune strutture detentive. Le carceri, però, rimangono inadeguate a riabilitare i detenuti: “Si sono trasformate in grandi caravanserragli”, sottolinea Enrico Sbriglia – penitenziaristaFormer dirigente generale dell’Amministrazione Penitenziaria Italiana – tra le tante voci che si alternano nel reportage della giornalista Francesca Ghezzani Il silenzio dentro. Quando raccontare diventa un atto di giustizia (Swanbook edizioni), un lucido resoconto all’interno e intorno alle carceri italiane per raccontare, con sguardo costruttivo, le molteplici realtà che vivono dietro e oltre le sbarre.

La Ghezzani ha raccolto testimonianze, analisi e riflessioni intervistando carcerati, ex detenuti reinseriti nella società e figure autorevoli del panorama istituzionale e associativo: esperti di criminologia e psichiatria forense, giornalisti, operatori della comunicazione, esponenti del clero e sociologi. I temi trattati sono trasversali – finanza e imprenditoria sociale, economia carceraria e circolare, upcycling e il rapporto tra giustizia penale e intelligenza artificiale.

Accanto a quella di Sbriglia ci sono, tra le altre, le voci di Alessio Scandurra (Coordinatore dell’Osservatorio di Antigone sulle carceri), Monica Bizaj (Presidente di Sbarre di Zucchero APS), Claudio Bottan e Mirko Federico (Attivisti), Candida Livatino (Perito grafologo), Carmela Pace (Presidente UNICEF Italia), Don Luigi Ciotti, Antonella Cortese (psicologa), Anna Palermo (criminologa), Santino Mirabella (magistrato) Pino Cantatore, Kento, Valeria Corciolani. Non mancano numerosi operatori che ogni giorno lavorano per un sistema penitenziario che mette in pratica quanto previsto dall’Art. 27 della Costituzione.

L’idea del libro, per la Ghezzani, è nata tempo fa, ma ha trovato piena conferma dopo la sua visita, nel 2023, a una Casa di Reclusione nelle vesti di giornalista: “Da allora mi sono chiesta, senza cedere alla retorica del buonismo e consapevole che non tutti sono pronti o disposti a cambiare, cosa serva davvero perché la giustizia compia il suo percorso e chi ha commesso un reato, ma desidera ricominciare, possa contare su un reale reinserimento che lo tenga lontano dalla recidiva.

Come fare in modo che la libertà ritrovata non faccia più paura della prigione stessa? E che la detenzione, se vissuta come un autentico processo di rieducazione, diventi un investimento per chi la attraversa e una garanzia per l’intera società e la sua sicurezza?”

Per l’editore Aurelio Armio “questo libro dai contenuti spesso sorprendenti e, se vogliamo inquietanti per gli argomenti che tratta, si può leggere come se fosse un grande romanzo che induce alla riflessione il lettore. Del resto non potevamo aspettarci nulla di diverso da una grande giornalista come Francesca Ghezzani che da oltre un ventennio è autrice e conduttrice di programmi di informazione che affrontano temi sociali a 360°”.

Il silenzio dentro ha la prefazione di Assunta Corbo, giornalista, autrice e presidente Constructive Network che lo ha definito “un libro necessario per il momento storico che stiamo vivendo e anche per il nutrimento delle coscienze di ognuno di noi” e la postfazione curata dal critico letterario Claudio Ardigò da anni attivo nel volontariato in carcere che ha trovato nell’opera “il racconto di chi si è messo in gioco, di chi si è confidato, di chi si è perso, di chi si è tolto una maschera”.

Il reportage della Ghezzani è una disanima puntuale e precisa che non dimentica nessuna delle voci a vario titolo implicate nel sistema carcerario, diventando così un manifesto di giornalismo costruttivo, dove la narrazione diventa strumento di consapevolezza e cambiamento: un invito ad ascoltare, comprendere e agire, perché raccontare può essere il primo passo verso la giustizia.

Biografia autrice

Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, si laurea in Scienze Linguistiche e Tecniche dell’Informazione e della Comunicazione e frequenta poi un corso di Specializzazione in Tecniche di Produzione nell’Audiovisivo e nel Multimediale. Alla ultraventennale professione nel giornalismo televisivo affianca collaborazioni radiofoniche e con testate nazionali. Parallelamente, ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi ed è annoverata tra i contributors di diverse pubblicazioni editoriali dedicate al giornalismo e al sociale.

Nel dicembre 2022 all’8^ edizione della kermesse “Storie di Donne. Premio Eccellenze in Rosa” si aggiudica il premio per la Categoria Donna & Informazione TV. Nel maggio 2024 riceve il Premio “Donna Territorio e Cultura 2024” per la sezione Giornalismo d’Approfondimento all’interno del premio artistico e letterario ideato e promosso dall’Associazione Culturale Swanbook. Ad aprile 2025 riceve il “Premio Eccellenza alla Carriera” per volere della Giuria del Premio Letterario Internazionale Omaggio a Pasolini e a maggio dello stesso anno viene premiata a Minori con il riconoscimento “MarediCosta comunicazione”.

È tra i soci fondatori dell’Associazione “Constructive Network -APS”.

A novembre 2025 inizia a collaborare nelle vesti di critica letteraria con la rubrica “Mille e un libro” del programma “Sottovoce e dintorni” di Gigi Marzullo in onda su Rai1. 

Rossella Montemurro

Pubblicità
Pubblicità
Copy link