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Il prof. Incampo: “In un mondo in cui tutto sembra consumarsi, invecchiare, finire… la fede nell’eternità è un atto di resistenza spirituale”

L’eternità è uno dei misteri più profondi e affascinanti della fede cristiana. Non è semplicemente un tempo molto lungo, né una prosecuzione infinita dei giorni. L’eternità è qualcosa di radicalmente diverso: è l’assenza del tempo, o meglio, il tempo visto con gli occhi di Dio, dove ogni istante è pienamente presente.

Per noi esseri umani, nati dentro il tempo, l’eternità è difficile da comprendere. Viviamo legati al passato che ci forma, al presente che ci sfugge e al futuro che ci preoccupa. Eppure, nel nostro cuore esiste una nostalgia profonda per qualcosa che non passa mai, che non finisce, che non muore.

 “Ci hai fatti per Te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.” (Sant’Agostino, Confessioni I,1)

Nella Bibbia, Dio è spesso chiamato “l’Eterno”. Prima che il mondo fosse creato, Dio già era. Egli non ha un principio, né una fine. Vive in una pienezza assoluta, fuori dai limiti dello spazio e del tempo. Questo è il senso profondo del nome che Dio rivela a Mosè:

“Io sono colui che sono” (Esodo 3,14) — un’espressione che indica esistenza assoluta, immutabilità, presenza eterna.

Il Salmo 90 canta: “Mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato.” (Salmo 90,4)

Dio vede ogni istante della storia contemporaneamente, con uno sguardo eterno. Questo non significa che Egli sia distante o indifferente, ma al contrario: significa che ogni attimo della nostra vita è sotto il Suo sguardo d’amore, sempre vivo, sempre presente.

Secondo la fede cristiana, l’essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1,27). Se Dio è eterno, anche l’anima dell’uomo è fatta per durare per sempre. È questo il significato profondo della vita eterna che Gesù promette: “Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” (Giovanni 11,26)

L’eternità, quindi, non è un premio esterno, ma è il compimento dell’identità umana: vivere per sempre uniti a Dio, che è amore. È la piena realizzazione del nostro destino.

Ma attenzione: la Bibbia ci dice anche che l’uomo è libero. L’eternità può essere beatitudine eterna (comunione con Dio) oppure separazione eterna (rifiuto di Dio). Per questo, il tempo che ci è dato su questa terra è prezioso: è il tempo della decisione, del cammino, della conversione.

Nel nostro quotidiano, siamo spesso travolti dalla fretta, dalla paura di perdere tempo, o dal desiderio di riempirlo a ogni costo. Ma il cristianesimo ci insegna a vedere il tempo non come un nemico, ma come un dono: un’occasione per prepararci all’eternità.

Ogni giorno può essere un anticipo del Cielo, se vissuto con amore, nella verità, nella preghiera. I santi sono coloro che hanno saputo trasformare il tempo in eternità: hanno fatto delle piccole cose quotidiane, dei gesti semplici, un’offerta d’amore eterno.

San Francesco di Sales scriveva: “Fa ogni cosa come se dovessi morire subito, e tuttavia vivila come se dovessi vivere per sempre.”

La vita eterna non comincia solo dopo la morte. Essa inizia già ora, nella misura in cui viviamo uniti a Cristo. I sacramenti — in particolare il Battesimo, l’Eucaristia e la Riconciliazione — sono porte aperte sull’eterno: attraverso di essi, la grazia di Dio entra nel nostro tempo, lo trasfigura, lo rende santo.

Nell’Eucaristia, in particolare, il tempo si sospende: “Ogni Messa è una finestra sull’eternità.”

Celebrare l’Eucaristia è entrare nel mistero della Pasqua, dove la morte è vinta e la vita eterna si fa presente tra noi.

L’eternità non è una solitudine infinita, ma una comunione perfetta. Il Paradiso è la pienezza dell’amore, l’abbraccio eterno con Dio, con i santi, con tutti coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede.

Non ci sarà più dolore, né lacrime, né morte (Apocalisse 21,4), ma solo gioia senza fine, perché l’anima sarà finalmente a casa.

Come possiamo vivere oggi con il cuore rivolto all’eternità?

· Pregando ogni giorno con fiducia, aprendo il cuore a Dio.

· Amando concretamente chi ci sta vicino: l’amore è l’unica cosa che resta.

· Perdonando, perché solo ciò che è libero può durare per sempre.

· Offrendo il nostro tempo, il nostro lavoro, le nostre sofferenze a Dio: nulla è perduto.

· Desiderando il Cielo, come meta e patria definitiva.

In un mondo in cui tutto sembra consumarsi, invecchiare, finire… la fede nell’eternità è un atto di resistenza spirituale. È la certezza che la morte non ha l’ultima parola, che l’amore vince tutto, che il nostro destino è la gioia senza fine.

Perciò, come cristiani, possiamo ripetere con san Paolo: “Io so in chi ho posto la mia fiducia.” (2 Timoteo 1,12)

E attendere l’eternità non con paura, ma con desiderio, come un figlio che torna a casa.

Nicola Incampo

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