Nella mattinata di giovedì 5 marzo 2026, in Matera, presso la sala congressi dell’Hotel San Domenico al Piano, si è tenuto un incontro di formazione sul tema “obblighi e normativa antiriciclaggio: aspetti di particolare interesse per la categoria notarile”.
L’evento, organizzato dal Consiglio Distrettuale Notarile di Matera in collaborazione con il Comando Regionale Basilicata della Guardia di Finanza si inserisce nel solco tracciato dalla stipula di un Protocollo di intesa tra Guardia di finanza e Consiglio Nazionale del Notariato in relazione all’esigenza di assicurare il pieno coordinamento delle attività di rispettiva competenza nell’ambito della disciplina di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
La sessione di lavoro si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Notarile di Matera – Notaio Giuseppe Disabato – e del Comandante Regionale Basilicata della Guardia di Finanza di Potenza, Generale di Brigata Roberto Pennoni.
Sono intervenuti, in videoconferenza, il Notaio Vito Pace, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, e il Notaio Giovanni Vitolo, Consigliere Nazionale e Coordinatore della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato.
Di particolare interesse è risultato l’intervento del Dott. Alessio Coccioli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, che ha affrontato il tema del reato di riciclaggio negli atti a contenuto patrimoniale redatti dal notaio.
Il Capitano Giovanni Debernardis ed il Luogotenente c.s. Paolo Mongelli, appartenenti alla Sezione Tutela Entrate del Nucleo Polizia Economico – Finanziaria di Matera, hanno approfondito le procedure seguite dai militari della Guardia di finanza nello sviluppo delle attività ispettive nei confronti dei notai.
L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra le Istituzioni, che, nel rispetto delle reciproche competenze, sono chiamate a fornire un presidio di legalità ed argine a tutte quelle condotte volte ad immettere capitali, illecitamente accumulati, nel tessuto economico finanziario locale. Lo sviluppo di adeguate sinergie rappresenta, pertanto, un fattore imprescindibile nell’efficace individuazione dei principali indicatori di anomalia e preliminare valutazione del rischio con la finalità di ottimizzare i percorsi ispettivi.
