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Giornata Mondiale della Poesia 2023, intervista alla poetessa materana Antonella Pagano

Intervista alla poetessa materana Antonella Pagano in occasione della Giornata Mondiale della Poesia 2023.

Lei vive poeticamente, come ha vissuto la Giornata Mondiale della Poesia di questo 2023?

“Sa bene che mi muovo oltre che tra Matera e Roma, in tutta Italia e sono vivacemente sui social, vivacemente e compostamente, non ossessivamente. Oltre ai Salotti Letterari che frequento assiduamente, sia di persona che con Zoom, quella più significativa è stata in qualità di socia della FUIS FEDERINTRMEDIA. Quando sono stata invitata ed ho letto che la Giornata Mondiale della Poesia del 2023 -7 aprile 2023- sarebbe stata dedicata alla Resistenza, beh è cominciato dentro me una sorta di ribollire che ha portato al ‘Testamento della resistente’. “Cadaveri ammonticchiati lungo le vie della conoscenza perduta. Ruminano angoscia e visioni di gioia improbabile. Miraggi irraggiungibili le luci che costellano l’era dell’Uomo. Oggi, esseri impalati percorrono sanguinolenti le vie del mondo. S’inchinano a regnanti paranoici lacerando vieppiù le carni e gli ultimi brandelli di spericolata suicida saggezza. Barbari senza ragione più che senza cuore… arso digià sulla pira dell’insolenza… poi ho cantato: questa notte ho fatto un sogno… ve lo voglio raccontar… fino a: a gesti perenni, parole perenni, le più vere ch’io pure abbia mai detto… ch’abbia mai scritto!… Ho colto un sasso, l’ho levigato, una donna, si, donna; ho fatto il seme che fertilizzerà il nuovo mondo… lancerò questo seme…e se si conficcherà nel cuore di Dio… tra un anno germoglierà… d’una bandiera bellissima…questi alcuni passaggi di quello che ho voluto chiamare: ‘Testamento della resistente’!”

Quali emozioni s’è poi portata a casa?

“Una ridda, cesti colmi! Anche perchè sono stati tantissimi i poeti che la FUIS ha saputo mettere insieme. Ciascuno con un importante messaggio, una significativa testimonianza. E non solo italiani, né solamente presenti, bensì si era collegati con i cinque continenti, così com’è consuetudine delle attività della FUIS FEDERINTERMEDIA presieduta dall’Esimio Prof. Natale Antonio ROSSI che ha introdotto i lavori con: Resistere per lasciare un buon ricordo! Il miglior ricordo che abbiamo è scritto, è la Costituzione! Dietro la Costituzione c’è tantissimo, importante è innanzitutto la differenza di opinione, ricchezza per tutti. Resistere restando ritti, in piedi, resistere per vivere! Resistere per creare futuro!” Sempre Lui a guidare l’edificante pomeriggio, la maratona di voci, l’esercito di narratori, poeti, testimoni oltre alle tre magnifiche voci educate all’arte nobile del Teatro: Marianna Liguori, Antonio Scalici e Alessia Deligios, la determinatezza, l’autorevolezza e l’eleganza.”

Poesia e Resistenza, dunque, per una Gionata che l’UNESCO ha istituito nel 1999?

“Binomio di forte significazione! Se m’innamora l’idea di veder fiorire infiniti prati verdi e udire scampanii di pace, se mi addolora l’abbandono e l’incuria da parte delle istituzioni del genio, dei poeti, degli intellettuali con la maiuscola, mi han fatto dolore e piacere ad un tempo le parole del Professor Rossi “…siamo finanche aggrediti dalle forme editoriali; le selezioni prescindono dalla qualità, gli scrittori delle provincie non arrivano alla meta. La FUIS, intanto, propone i libri italiani al Mondo. Quanto alla lingua italiana, se nel 2018 era al 18° posto, oggi è scesa al 29° e, ove considerassimo che nel 2100 gli italiani saranno solo 30.000.000, la lingua italiana rischia, insieme ad essi, l’estinzione”; e mi ha incoraggiato sapere che l’azione costante e intensa ha portato la FUIS a cooperare con Pechino, con l’Università di Atene, Londra, la Romania e via ancora, io stessa, insieme alla giovanissima editrice Lara Di Carlo di PanDiLettere, ho condotto ben 24 trasmissioni radio-televisive con la FUIS-TV, noi con tanti poeti e siamo andati nei 5 continenti e speriamo di farne altre con incontri di persona e nell’etere, mentre va costantemente intensificandosi la diffusione dei testi degli scrittori italiani nel mondo; deve sapere che la FUIS ha finanche strutturato, prima ad avercela, una piattaforma che consente proprio questa diffusione. Non è forse questa Resistenza civile? La stessa giornalista, già Rai, Mariù Safier, chiudendo la maratona, ha affermato solidamente: “la Poesia è resistenza civile”.”

Cosa di straordinario possiamo sottolineare ancora di questa Giornata?

“L’elenco alfabetico dei nomi della guerra, ne cito solo alcuni: Guerra di aggressione, anfibia, guerra di annientamento, asimmetrica, batteriologica, chimica, batteriologica, civile, coloniale, commerciale, elettronica, etnica, industriale, meteorologica, psicologica, tribale… totale; l’elenco alfabetico degli aggettivi della Pace: amica, giocata, intima, fottuta, occidentale, orientale, ricercata…. violenta! I teatri di guerra con i numeri dei morti: Aceh: 12.000 morti; Afganistan: 50.000 solo nel 2020-2021; Algeria: 100.000 forse 150.000 e la guerra non è ancora finta; Burundi: sono ricominciate le guerre civili etniche; Brasile; 5.000 le vittime nelle guerre tra i cartelli della droga ed il governo; Colombia: 700 solo i morti negli scontri di questo anno; Congo; 4.500 persone morte nella cosiddetta Guerra Mondiale Africana; Costa d’Avorio: dopo un decennio di guerra civile, sono stati stipulati accordi di pace ma contrasti e conflitti non trovano ancora fine; Egitto: da alcuni anni il governo egiziano si scontra con gruppi di fondamentalisti islamici armati; Eritrea-Etiopia: 70.000 le vittime degli scontri Etiopia-Eritrea; Filippine: 150.000: i morti nella guerra tra l’esercito di Manila e i Militanti del Fronte di Liberazione Islamico dei Moro (MILF); Yemen: il paese più povero del mondo vede ben 21.768 morti nella guerra de suo Paese; Iraq: assiste ad una guerra tra l’opposizione e il Governo; Israele-Palestina; dopo oltre mezzo secolo di guerre e patti storici, di atti terroristici e di speranze di pace andate in fumo, il sogno di due popoli resta utopia; Libia: 2.500 le vittime del 2021 degli scontri a fuoco, esplosioni e rivolte; Kashmir: la rivolta del Kashmir alimenta una guerra per procura tra i due colossi asiatici Pakistan e India che dispongono anche di testate atomiche; Kurdistan: è da più di mezzo secolo che i Kurdi distribuiti tra Turchia, Iraq e Iran auspicano la nascita dello stato Kurdo, Il conflitto si sono aggravati a causa de conflitto in Iraq; Myanmar: 3.500 nelle 320 situazioni di conflitto; Nepal: 8.000 vittime n ella guerra tra guerriglieri maoisti del Nepal contro la monarchia costituzionale del re Gyanendra; Nigeria: 5.000 morti in una Nigeria divisa in ben 250 gruppi etnici-linguistici; Repubblica Centrafricana: 500 morti.

E, infine che l’Italia, che era seconda dopo il Regno Unito di Gran Bretagna, dopo la Brexit, con Leonardo, ha il primato in Europa della produzione di armi. La produzione di armi! Opera in un mercato che, a livello globale, vale più di 2.000 miliardi di dollari, cifra che lievita diabolicamente e mostruosamente per ogni nuova guerra. Dal 2011 al 2020 la spesa militare complessiva di tutti i Paesi del mondo è cresciuta del 9,3%. Solo la Cina ha registrato un incremento del 76% ed oggi detiene il 5,5% del mercato globale. Il 36% gli Stati Uniti (che ha una fortissima domanda interna), il 21% la Russia, il 7,9% la Francia.

Chiedo a me stessa: le fabbriche di armi fomentano le guerre?! Il cuore di ciascun uomo credo sappia la risposta! In questo momento posso solo prendere in prestito da Paola Cimmino alcune delle parole che ha elencato nella sua lirica, parole che terminano in ‘enza’: innocenza, insipienza, potenza, resilienza, convenienza, sapienza… violenza!  Adesso credo davvero di non saper dire altro, ma…mi strazia il cuore quanto dicono i maschi afgani: la Donna, stupida alla nascita! E pongono interrogativi ciclopici le parole di Andrea Lutri: siete tutti colpevoli… chi ha visto… chi ha taciuto! E m’interrogano e mi spiegano molte cose quelle romantiche, meravigliose figure che invito tutti a cercare per comprendere anche cosa oggi accade nella guerra vicina a noi, figure meravigliosamente evocate da Sabino Caronia: i contrabbandieri di libri.”

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