
Palloncini colorati, striscioni, qualche lacrima di commozione e tanto, tanto affetto: l’ultimo giorno di lavoro prima della pensione, la dottoressa Lidia Vespe, pediatra, è stata salutata così dai suoi piccoli pazienti. Ieri, nel piazzale dell’Unimed – dove la dottoressa aveva lo studio – si sono radunate decine di famiglie per ringraziarla e farle gli auguri per il suo nuovo inizio.
Un gesto che, oltre alla stima nei confronti della pediatra, testimonia legami che non si fermano alle classiche dinamiche medico-paziente ma vanno bene oltre e sono all’insegna della fiducia e dell’empatia.
“Per quarant’anni la dottoressa Lidia Vespe è stata un punto fermo per la comunità materana: una pediatra capace di unire competenza, ascolto e un’umanità che ha fatto la differenza nella vita di tante famiglie. – spiega Marilena Vivilecchia, mamma di due due ragazzi, pazienti “storici” della dottoressa – Il suo pensionamento delinea un capitolo importante e lascia un’eredità fatta di cura e fiducia.
Nel suo ambulatorio, diventato negli anni un luogo familiare, la dottoressa Vespe ha accolto generazioni di bambini, ha calmato timori, sostenuto genitori alle prese con mille domande e accompagnato i più piccoli nella crescita con un sorriso rassicurante.
Il suo lavoro è sempre andato oltre il gesto medico: per lei ogni visita era un incontro, ogni bambino una storia da proteggere.
Tra i suoi impegni più cari c’è stato quello con l’associazione Nati per Leggere, un progetto che continuerà a seguire anche dopo il pensionamento. Grazie a lei, molti bambini hanno scoperto che un libro letto a voce alta può diventare un momento di vicinanza, un gesto che unisce e fa crescere.
La sorpresa organizzata ieri sera per salutarla – continua Marilena Vivilecchia – è stata un momento carico di affetto. La dottoressa Lidia si è emozionata profondamente e ha voluto ringraziare tutti con baci e abbracci sinceri. I palloncini colorati che i bambini hanno fatto volare hanno reso l’atmosfera ancora più speciale: un simbolo semplice, ma capace di raccontare quanto sia stata importante per tutti.
Molti dei suoi piccoli pazienti oggi sono adulti, ma ricordano ancora la sua voce calma e il suo modo di rendere più leggere le paure.
È questo il segno che lascia: una professionista che ha saputo curare non solo i corpi, ma anche i cuori.
Ora si apre per lei una nuova fase, fatta di tempo per sé, per la famiglia e per i libri che ama. Ma il legame con la comunità rimarrà forte: il suo impegno nel mondo dell’infanzia continuerà attraverso le storie, la lettura e gli incontri con i bimbi”.
